Il Parlamento francese ha votato una nuova legge che ha l’obiettivo di rinforzare la possibilità per i giudici di far rimuovere, in tempi più rapidi, le fake news durante la campagna elettorale.
Immediato il commento di alcuni critici, i quali ritengono che tale legge sia molto negativa per la salute della democrazia e per la libertà di stampa.
Questa legge è stata fortemente voluta proprio dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha portato avanti questa “battaglia” nonostante la proposta legislativa sia stata rigettata ben due volte dal Senato prima dell’approvazione definitiva.
La legge è comunque già considerata come il primo vero tentativo di mettere al bando le notizie false, ed è – come anticipato – il frutto della forte volontà di Macron di regolarizzare internet. “Questa è la conditio sine qua non per un internet aperto, libero e sicuro, esattamente come lo avevano progettato i suoi padri fondatori”, questo il commento del presidente francese al Forum annuale di Parigi dedicato alla rete ed internet.
Da questo momento in poi, quindi, politici e candidati potranno fare appello al giudice per bloccare qualsivoglia informazione falsa che circoli in periodo di campagna elettorale.
Inoltre, la legge permette alla CSA – l’agenzia nazionale francese di broadcasting – di bloccare o addirittura sospendere la trasmissione di quei canali televisivi che “sotto il controllo di paesi stranieri disseminano deliberatamente informazioni false e in grado di influenzare il voto nazionale”.
Ciò significa che la Francia ha ora il potere di sospendere qualsiasi tipo di canale o trasmissione straniera sospettata di divulgare queste notizie false. La legge stabilisce inoltre che gli utenti devono essere sicuri e certi sul modo in cui vengono utilizzati i propri dati personali.
Coloro i quali sono a favore dell’introduzione di questa nuova normativa ritengono, al contrario dei detrattori, che l’intento della legge sia quello di contrastare le fake news e non quello di censurare le opinioni divergenti.
Ad ogni modo, tale legge, se violata, prevede pene fino ad un anno di prigione e una multa di 75 mila euro.
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