Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Giornalisti imbavagliati

Immagine di copertina

Si sono tappati la bocca con il nastro adesivo in segno di solidarietà con i colleghi di Al Jazeera detenuti in Egitto dal 2013

Il 12 novembre si è tenuta la 23esima edizione degli Amnesty International Media Awards al British Film Institute (BFI) di Londra.

Durante la cerimonia sono stati ricordati i 90 giornalisti uccisi nel corso di dell’anno, compresi gli americani James Foley e Steven Sotloff giustiziati dall’Isis (leggi cos’è lo Stato Islamico, spiegato senza giri di parole).

Oltre 300 persone tra giornalisti e sostenitori di Amnesty International si sono tappati la bocca con del nastro adesivo in segno di solidarietà nei confronti dei loro colleghi di Al Jazeera detenuti in Egitto.

Il 29 dicembre del 2013, tre giornalisti di Al Jazeera erano stati arrestati al Cairo, in Egitto. Sono Peter Greste, un giornalista australiano, l’egiziano Baher Mohamed e l’egiziano-canadese Mohamed Fahmy.

Lo scorso 23 giugno Peter Greste e Mohamed Fahmy sono stati condannati a 7 anni di carcere, e Baher Mohamed a 10 anni, tutti quanti accusati di disinformazione e di sostegno ai Fratelli Musulmani. Insieme a loro erano stati condannati a 10 anni di carcere altri 11 imputati, tra cui 2 giornalisti stranieri processati in contumacia.

Al Jazeera, l’emittente televisiva del Qatar, definì la condanna “contraria a ogni logica di giustizia”, e aveva detto che “non c’è alcuna giustificazione” per detenere in carcere i suoi giornalisti.

Secondo uno studio del 2014 di Reporters sans frontières, l‘associazione non governativa fondata nel 1985 con l’obiettivo di difendere la libertà di stampa, l’Italia è al 49esimo posto nel mondo su 179 Paesi (nel 2013 era al 57esimo posto).

Qui c’è una classifica del Global Post con la lista dei Paesi peggiori dove fare il giornalista e sotto una mappa sulla libertà di stampa nel mondo, e come si è evoluta negli anni. Di seguito le immagini dei giornalisti imbavagliati in solidarietà dei loro colleghi di Al Jazeera detenuti in Egitto. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Afghanistan, le giornaliste sfidano i talebani: in tv a viso scoperto
Esteri / Australia, i laburisti vincono le elezioni
Cinema / Cannes, donna in topless sul red carpet per protesta contro gli stupri in Ucraina | VIDEO
Ti potrebbe interessare
Esteri / Afghanistan, le giornaliste sfidano i talebani: in tv a viso scoperto
Esteri / Australia, i laburisti vincono le elezioni
Cinema / Cannes, donna in topless sul red carpet per protesta contro gli stupri in Ucraina | VIDEO
Esteri / Chi sono i tre italiani rapiti in Mali: Rocco Langone, Maria Caivano e il figlio Giovanni
Cultura / In Bielorussia il governo vieta il romanzo “1984” di George Orwell
Esteri / “Putin circondato dai medici, curato anche tra una riunione e l’altra”: le nuove voci sul suo stato di salute
Esteri / Sharm El Sheikh, bimba abruzzese di 13 mesi cade dal balcone e muore
Esteri / Guerra in Ucraina, Zelensky: "Nessun negoziato senza scambio di soldati dell'Azovstal". La Russia vieta l'ingresso a Biden
Esteri / I video dell’esecuzione dei civili a Bucha: le nuove prove pubblicate dal New York Times
Economia / Il paradosso delle sanzioni: dall’invasione l’Italia ha quadruplicato le importazioni di petrolio russo