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Cos’è il Gender e perché crea tante divisioni

Oltre a maschio e femmina, i social network riconoscono decine di altri generi, da penulti a menosexual

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 21 Dic. 2016 alle 16:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:17
Immagine di copertina

Secondo la Treccani, Gender è la traduzione inglese della parola “genere”, un “termine introdotto nel contesto delle scienze umane e sociali per designare i molti e complessi modi in cui le differenze tra i sessi acquistano significato e diventano fattori strutturali nell’organizzazione della vita sociale”.

Un termine che sempre più spesso è stato associato ad altri vocaboli per locuzioni come teoria gender o ideologia gender che trovano connotazioni e interpretazioni diverse a seconda dei vari ambiti sociali e culturali che in cui il tema viene trattato.

La teoria gender, come locuzione, sta ad indicare lo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. 

Ideologia e teoria gender sono di fatto due locuzioni entrate nel nostro vocabolario, che non hanno al contempo trovato unanime definizione e significato.

La teoria gender secondo il mondo cattolico

Chi utilizza questa locuzione all’interno del mondo cattolico sostiene che gli studi di genere nasconderebbero un preciso progetto predefinito mirante alla distruzione della famiglia e della società, contravvenendo all’ordine naturale delle cose. Un vero e proprio indottrinamento che si maschera dietro un azzeramento delle disparità di genere per diffondere invece ideologie che andrebbero a minare i modelli della società tradizionale fondati sul dualismo maschio-femmina, favorendone altri diseducativi e fuorvianti.

Coloro che sono accusati di promuovere il gender vengono chiamati “genderisti” o “ideologi del gender”, mentre i suoi critici si autodefiniscono a volte “no-gender”.

Per l’universo religioso il genere, così come l’identità sessuale, sono innati. 

La teoria gender secondo il mondo accademico-scientifico

Per il mondo accademico non si può parlare di teoria gender o di ideologie, semplicemente gli studi di genere costituiscono un campo che indaga sul modo in cui la società ha interpretato e alimentato le differenze tra il maschile e il femminile, legittimando non solo disparità tra uomini e donne, ma anche negando l’esistenza di generi diversi.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il ruolo di questi studi è quello di diffondere informazioni corrette affinché si possa parlare in modo ragionato, e non dogmatico, di sesso, orientamento sessuale, identità e ruoli di genere. Il fine ultimo è quello di supportare gli attuali e futuri cittadini per una corretta formazione della propria identità sessuale. 

La teoria gender secondo il mondo lgbt (comunità lesbiche,gay, bisessuali e tansgender)

Il mondo lgbt parla di decostruzione del genere partendo dalla costatazione che, di fatto, non ci sono solo due sessi ma più generi e non c’è un unico orientamento sessuale. Educare al genere per sostenere la crescita psicologica, fisica, sessuale e relazionale, affinché i bambini e le bambine di oggi possano progettare il proprio futuro al di là delle aspettative el modello binario di mascolinità e femminilità. 

La comunità lgbt propone un abbattimento della categoria di genere così come imposta oggi, ossia basata sull’anatomia sessuale dei soli due generi possibili (maschio/femmina) e punta all’eliminazione delle regole che ne sono derivate: atteggiamenti, comportamenti, ruoli sociali appropriati all’uno o all’altro sesso. 

Il gender e i social network

I sintagmi “ideologia del gender”, “teoria del genere” – a causa della loro difficile definizione epistemologica – hanno prestato il fianco a strumentalizzazioni politiche che hanno finito per etichettare e connotare le locuzioni in modo soggettivo, favorendo le strategie dell’una o dell’altra fazione. 

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Queste etichette, e i significati derivati, hanno portato alla creazione di veri e propri gruppi di mobilitazione, bandiere e movimenti in difesa di diritti violati e nuovi diritti.

Mentre in Italia il dibattito sul gender ha scatenato frequenti prese di posizione politiche e religiose, il mondo virtuale e le potenze che oggi dominano la rete si sono adeguate alle nuove esigenze imposte dai mutamenti della società.

Nel 2015 negli Stati Uniti, Facebook ha annunciato di voler concedere ai suoi iscritti la possibilità di poter definire i propri gusti sessuali tra 56 tipi di gender , che oggi sono ben 71.

Chi si iscrive può selezionare, oltre ai classici “maschio” e “femmina”, anche l’opzione “personalizza” che permette di scegliere altri 71 modi afferenti al “gender” per autodefinirsi.

Stessa scelta compiuta da Tumblr, la piattaforma di microblogging che conta 168 milioni di visitatori al mese, la quale aggiorna costantemente l’elenco completo di tutti i generi ipotizzati finora e messi a disposizione degli utenti. Elenco che oggi ammonta a più di 80 diverse alternative.

Tra le possibili opzioni figura, ad esempio, Penulti, ovvero il genere di chi prova attrazione nei confronti di ogni genere, tranne il proprio.

Menosexual: un orientamento di genere poco noto che consiste nell’attrazione soprattutto o esclusivamente verso le persone che hanno le mestruazioni.

Sapiosexuality: un orientamento sessuale in cui la caratteristica principale che si trova attraente è l’intelligenza, piuttosto che l’aspetto o il corpo.

Heteroflexible: la sensazione di avere attrazione per gli etero che hanno ancora apertura per altri generi.

All’appello tra i grandi media del web manca Twitter, il quale, a differenza di Facebook, non chiede agli utenti di condividere il loro genere. Eppure, tramite il suo strumento Analytics, ha comunque diramato i dati demografici che mostrano l’utilizzo del social basato sul rapporto maschio-femmina.