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Chi è Geert Wilders, il Trump dei Paesi Bassi, euroscettico e xenofobo

Il candidato alle elezioni di mercoledì 15 marzo del Partito per la Libertà (Pvv) punta a bandire il Corano, chiudere le moschee e proporre una “Nexit”

Di TPI
Pubblicato il 14 Mar. 2017 alle 11:22 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:27
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Immagine di copertina

Lo definiscono il Trump dei Paesi Bassi e lui, non a caso, ha celebrato la vittoria del tycoon alle elezioni statunitensi definendola “una rivoluzione”. Anti-Ue, anti-islam e anti-immigrazione, Geert Wilders è il candidato del Partito per la Libertà (Pvv) alle elezioni che si terranno mercoledì 15 marzo. Ed è lo spauracchio di mezza Europa, che teme una svolta nazionalista e populista nei Paesi Bassi.

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Wilders, favorito nel voto di mercoledì 15 marzo 2017 insieme al premier uscente Mark Rutte, è nato il 6 settembre 1963 a Venlo, città nella provincia del Limbrigo, da madre indonesiana e da padre olandese scampato alle persecuzioni naziste.

Il padre era un manager per una multinazionale dei Paesi Bassi che si occupa di sistemi di stampa. La madre è nata in Indonesia quando il paese era una colonia olandese. 

Si propone come candidato anti-sistema, ma ha iniziato la sua carriera politica già nei primi anni Novanta. Deputato per il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) dal 1998, venne poi espulso dal partito nel 2004 per le sue posizioni anti-islam radicali.

Nel 2006 fonda il Partito per la Libertà, formazione euroscettica di estrema destra. Il suo movimento raggiunge il picco dei consensi tra il 2009 e il 2010, quando ottiene quasi il 17 per cento alle elezioni europee e il 15,4 per cento alle legislative. 

Dal 2010 al 2012 Wilders fornisce l’appoggio esterno al governo di minoranza dei Paesi Bassi guidato dal suo attuale rivale alle elezioni Mark Rutte. Con il ritiro dell’appoggio di Wilders si arriva a nuove elezioni nel 2012, quando il Pvv non riesce ad andare oltre il 10 per cento dei consensi.

Dal 2004 vive sotto scorta insieme a sua moglie, in una casa sotto stretta sorveglianza 24 ore al giorno. Dopo l’assassinio del regista Theo Van Gogh a opera di un estremista islamico, Wilders è stato identificato come persona a rischio per le sue idee contro l’islam.

Il 53enne candidato del Pvv vuole fermare l’immigrazione degli islamici nel paese, chiudere tutte le moschee e bandire il Corano, che ha più volte comparato al Mein Kampf di Hitler. 

Nel 2008 Wilders ha realizzato un film, intitolato Fitna, per denunciare il fondamentalismo islamico e mettere in cattiva luce quello più moderato. La pellicola fu criticata dal governo dei Paesi Bassi e boicottata dalle televisioni nazionali, mentre venne definita dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, “offensiva e islamofobica”. 

Nel 2012 ha criticato pubblicamente la regina Beatrice d’Olanda per aver indossato il velo durante una visita a una moschea in Oman.

Nel 2016 Wilders è stato condannato per aver incitato alla discriminazione contro i cittadini marocchini dei Paesi Bassi durante un comizio del 2014.

Lo slogan che lo ha accompagnato durante la campagna elettorale è stato “il nostro paese viene prima”. Idea ribadita nel suo programma, nel quale afferma di voler mettere al bando il Corano, fermare l’immigrazione dai paesi musulmani e arrivare a una “Nexit”, una Brexit in salsa olandese.

Altri punti del suo progetto politico sono la detenzione preventiva di musulmani radicali, la denaturalizzazione e l’espulsione dei criminali con doppia nazionalità, la chiusura di tutte le scuole islamiche e il divieto di proferire espressioni islamiche che violino l’ordine pubblico.

Un tema che sta molto a cuore al candidato del Pvv è quello della democrazia diretta, che vorrebbe normalizzare con lo strumento del referendum vincolante. Insieme a questo, un’altra sua proposta riguarda l’abolizione completa delle franchigie di assistenza sanitaria.

In materia di tasse vuole puntare alla riduzione di quella sulla casa e a minori imposte sul reddito. Propone, poi, l’abbassamento dell’età minima per andare in pensione a 65 anni. 

Wilders vuole aumentare i finanziamenti da stanziare per difesa e polizia, dimezzando, invece, le tasse sulle automobili. 

Tra i soprannomi che si è guadagnato durante la sua carriera politica ci sono anche quelli di “uomo invisibile” e “angelo biondo”. E non vuole farsi paragonare a personaggi come Marine Le Pen. Si definisce infatti un “conservatore anche un po’ liberale”. 

Tra i suoi personaggi politici di riferimento, il candidato del Pvv ha citato Margareth Thatcher e Pim Fortuyn, leader dell’estrema destra assassinato nel 2002 da un ambientalista e animalista.

Wilders ha annunciato la sua candidatura a primo ministro nel giugno del 2016, durante un intervento alla convention del Partito Repubblicano degli Stati Uniti a Cleveland. 

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