Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:46
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gaza, Soleterre inaugura il “Soleterre Children Center”

Immagine di copertina

Al Nasser Hospital un luogo per curare anche le ferite dell’anima dei bambini sopravvissuti alla guerra

Nel cuore del Nasser Hospital di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, Fondazione Soleterre inaugura il Soleterre Children Center: uno spazio protetto dedicato ai bambini ricoverati e alle loro famiglie, nato con l’obiettivo di provare a togliere la guerra dalla mente dei bambini. Un luogo dove poter piangere, parlare, liberarsi dalla paura, affrontare il dolore delle violenze e degli abusi vissuti durante la guerra. Dove tornare, anche solo per qualche ora, a sentirsi bambini.

Nell’unico ospedale rimasto operativo nel sud della striscia di Gaza, ogni giorno continuano ad arrivare minori feriti dai bombardamenti, amputati, traumatizzati, spesso soli o sfollati. Bambini che portano sul corpo i segni della guerra, ma che dentro portano ferite ancora più profonde: paura, incubi, silenzio, rabbia, shock, perdita.

Accanto alle sale ospedaliere, all’interno di una tenda allestita nel cortile del Nasser Hospital, nasce uno spazio di accoglienza e ascolto dove psicologi, educatori e facilitatori lavorano ogni giorno con i bambini ricoverati proponendo colloqui psicologici individuali e di gruppo, laboratori ludico-terapeutici, clown therapy, musica, animazione e percorsi di supporto per i genitori. L’obiettivo del progetto, lanciato anche durante una puntata di Piazzapulita su La7, è offrire ai bambini uno spazio sicuro in cui elaborare il trauma e ritrovare una dimensione di normalità in mezzo alla devastazione. Il progetto punta a realizzare oltre 120 sessioni di supporto psicosociale e a raggiungere più di 2.000 beneficiari diretti tra bambini ricoverati, caregiver e operatori sanitari del Nasser Hospital.

Il Soleterre Children Center è stato realizzato grazie a una donor base eterogenea che ha scelto di sostenere concretamente i bambini di Gaza: Anna Foglietta e l’associazione Every Child Is My Child, Fondazione Cariplo, Piazzapulita – La7 di Corrado Formigli, Stefania Andreoli insieme alla sua community. Una rete di persone, organizzazioni e realtà del mondo della cultura e dell’informazione unite dalla volontà di restituire protezione, dignità e futuro ai più piccoli in uno dei contesti più drammatici del mondo.

“A Gaza affrontiamo un trauma continuo e curiamo gli effetti non di un evento accaduto nel passato ma di eventi quotidiani, ripetuti nel presente – afferma Damiano Rizzi, fondatore e presidente della Fondazione Soleterre -. Il collasso totale dell’ambiente ha provocato la perdita delle basi della sopravvivenza. La vita quotidiana è organizzata attorno alla minaccia. Questa è una forma di trauma continuo, diffuso, multisistemico e intergenerazionale che riguarda la totalità dei bambini. Se dovessimo somministrare un test con una scala per misurare il trauma infantile il risultato sarebbe del 100%. Questo perché la quasi totalità dei bambini ha subito in media 6,7 sfollamenti forzati, nel 98,4% dei casi ha sperimentato la fame, nel 95,3% la distruzione totale o parziale della propria casa e il 46,3% presenta difficoltà emotive e comportamentali clinicamente rilevanti – conclude Rizzi –. Siamo un’organizzazione internazionale che nonostante le restrizioni del governo israeliano riesce a lavorare ancora a Gaza. Il quadro già critico, ora esacerbato dalla distruzione totale delle infrastrutture di supporto, peggiora ogni giorno e i pazienti continuano ad essere utilizzati come arma di guerra”.

Fondazione Soleterre opera a Gaza dal 2025 insieme alla ONG palestinese DWRC e al personale del Nasser Hospital, con la convinzione che la salute mentale sia oggi una vera emergenza umanitaria e si attiva per garantire la fornitura di farmaci salvavita, latte e aiuti alimentari, ma anche supportando i piccoli pazienti, i caregiver e il personale sanitario, sottoposto anch’esso a livelli estremi di stress e trauma. Perché a Gaza non basta sopravvivere: bisogna aiutare i bambini a continuare a immaginare un futuro.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Flotilla, rientrati gli attivisti italiani rilasciati: “Botte e abusi sessuali”
Esteri / Caso Epstein, l’ex principe Andrea è indagato anche per abusi sessuali
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Esteri / Flotilla, rientrati gli attivisti italiani rilasciati: “Botte e abusi sessuali”
Esteri / Caso Epstein, l’ex principe Andrea è indagato anche per abusi sessuali
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Licenziato da Google per aver protestato contro i rapporti dell’azienda con il governo israeliano
Esteri / Flottilla, il racconto choc del deputato Carotenuto: “Gli israeliani ci hanno picchiato, alcuni hanno subito violenza sessuale”
Esteri / Se la politica diventa un videogioco: così la "slopaganda" di Trump genera paura e caos
Esteri / Gli Usa hanno revocato le sanzioni contro Francesca Albanese
Esteri / Gli attivisti della Flotilla inginocchiati e ammanettati, il ministro Ben Gvir li deride: "Benvenuti in Israele"
Esteri / Recuperati tutti i corpi dei sub italiani morti alle Maldive: "La prof indossava una tuta corta”
Esteri / La Knesset approva in via preliminare il suo scioglimento: Israele verso le elezioni anticipate