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Home » Esteri

Gaza: Hamas libererà gli ostaggi come previsto dall’accordo di tregua con Israele

Immagine di copertina
Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Per ora regge la tregua nella Striscia

Hamas libererà gli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza come previsto dall’accordo di tregua raggiunto con Israele dopo le minacce lanciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dal premier di Tel Aviv, Benjamin Netanyahu, di riprendere la guerra.

L’annuncio, arrivato prima dall’emittente egiziana al-Qahera News TV e poi da una nota diramata dal gruppo su Telegram, conferma lo scambio previsto sabato 15 febbraio tra i rapiti e i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. L’accordo, secondo l’emittente egiziana, è stato possibile grazie alla mediazione di Egitto e Qatar, i cui diplomatici “continuano a monitorare i progressi dell’accordo di tregua e ad affrontare gli ostacoli che via via si presentano alla sua attuazione”.

Da parte sua, in una nota diramata su Telegram, Hamas ha fatto sapere che la decisione segue una serie di colloqui tenuti dalla sua delegazione al Cairo con i mediatori egiziani e qatarioti. I negoziati, si legge nel comunicato, si sono concentrati sui termini dell’accordo di cessate il fuoco “in particolare per quanto riguarda la garanzia di alloggi per il nostro popolo e l’arrivo urgente di case prefabbricate, roulotte, tende, attrezzature pesanti, forniture mediche, carburante e di un continuo flusso di aiuti umanitari e di tutto quanto stipulato nell’accordo”.

“I colloqui sono stati caratterizzati da uno spirito positivo e i fratelli mediatori in Egitto e Qatar hanno confermato che avrebbero dato seguito a tutto questo per rimuovere gli ostacoli e superare le divergenze”, si legge nella nota pubblicata dal gruppo. “Di conseguenza, Hamas conferma il suo incessante impegno ad attuare l’accordo in conformità con quanto firmato, incluso lo scambio di prigionieri, secondo il calendario specificato”.

Negli scorsi giorni la tregua raggiunta a Gaza dopo 15 mesi di combattimenti seguiti agli attentati di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023 era sembrata sul punto di vacillare. Il gruppo aveva protestato contro il cosiddetto piano “Riviera” annunciato da Trump per il dopoguerra nella Striscia, che prevede l’espulsione della popolazione palestinese, minacciando di posticipare la liberazione degli ostaggi prevista dagli accordi mediati in Qatar.

Allora il presidente degli Stati Uniti aveva promesso “un vero inferno” se questi ultimi non fossero stati rilasciati, tutti, entro mezzogiorno di sabato 15 febbraio. Una minaccia confermata anche dal premier israeliano Netanyahu che, ordinando alle truppe “di radunare le forze dentro e intorno alla Striscia”, aveva assicurato ad Hamas la ripresa di “intensi” combattimenti a Gaza. Il gruppo aveva invece accusato Israele di non aver rispettato gli impegni assunti nell’ambito del cessate il fuoco, continuando i raid, rallentando l’afflusso di aiuti alla Striscia e compiendo violenze sui detenuti palestinesi.

Un muro contro muro che avrebbe potuto portare alla ripresa di un conflitto costato già, secondo il ministero della Salute del territorio costiero palestinese, almeno 48.239 morti e 111.676 feriti. Uno scenario che per ora pare scongiurato.

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