Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 21:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Gangs of New York: così le bande criminali si sono prese la Grande Mela

Immagine di copertina
Credit: Toby Binder / Anzenberger/contrasto

Aggressioni, sparatorie, omicidi: l’inviata di TPI racconta l’apparentemente inarrestabile escalation di violenza che ha travolto interi quartieri da Brooklyn al Queens. E l’omicidio del ricercatore italiano Davide Giri è solo l’ultimo episodio.

Gangs of New York: così le bande criminali si sono prese la Grande Mela

Tra la 123esima strada e Amsterdam Avenue, nel nord di Manhattan, due mazzi di fiori e tre candele sono poggiati ai piedi di un semaforo. Un cartello scritto a mano su un pezzo di cartone bianco recita “RIP Davide Giri. God Bless You”. Dio ti benedica. È il piccolo omaggio lasciato dai residenti della zona per ricordare Davide, il trentenne italiano accoltellato nella notte del 2 dicembre nei pressi del campus della prestigiosa Columbia University, dove stava svolgendo il dottorato in Computer Science.

L’aggressione è avvenuta verso le 23. Giri stava rientrando da un allenamento di calcio quando Vincent Pinkney lo ha colpito allo stomaco con un coltello, uccidendolo. L’assalitore si è poi spostato nel vicino parco di Morningside dove ha ferito anche Roberto Malaspina, 27 anni, dottorando dell’Università degli Studi di Milano appena arrivato in città.

Non si tratta di un episodio isolato. Sebbene a New York nel 2020 i tassi complessivi di criminalità siano leggermente calati rispetto al 2019, il numero di omicidi è cresciuto del 45 per cento e quello di sparatorie del 97 per cento, passando da 777 episodi prima della pandemia a 1.531. Ma la polizia non riesce a stare dietro ai criminali.

La città di New York ha infatti un particolare metodo per misurare la sicurezza dei propri cittadini: si chiama “clearance rate” e rapporta il numero di uccisioni registrate in città in uno specifico anno con i casi di omicidio chiusi nello stesso periodo di tempo. Negli ultimi due anni questo dato è in forte discesa. Tra il 2018 e il 2019, secondo le statistiche dell’Ufficio di giustizia del sindaco, il dipartimento di polizia di New York riusciva a risolvere quasi il 90 per cento degli assassinii compiuti in città. Ma nel 2020, con l’aumento delle sparatorie e degli omicidi, siamo scesi a quasi il 60 per cento, un dato ridottosi ancora quest’anno fino al 56 per cento.

Il problema si acuisce in caso di omicidi legati alla criminalità organizzata o al traffico di stupefacenti. Non a caso il calo dei casi risolti riguarda aree dove la presenza delle gang è più marcata, come il Bronx. Qui nel 2020 le sparatorie hanno raggiunto i livelli massimi da quasi 15 anni: da gennaio a novembre nel Bronx si sono verificate 472 sparatorie, contro le 357 del 2020.

Parte di queste violenze – circa un terzo, secondo le autorità – sono riconducibili ai conflitti tra gang. Lo stesso Pinkney, che a 25 anni ha già scontato decine di arresti e al momento dell’aggressione si trovava in regime di libertà vigilata, sarebbe associato al gruppo degli EveryBody Killas, di base nel Queens.

A New York il fenomeno delle gang è una minaccia concreta che si estende per tutta la metropoli creando un impero fatto di sangue, lotte di potere e rivalità alimentate da decenni di scontri tra fazioni opposte. Le gang si nascondono tra le mille luci della città e prosperano nelle sue zone d’ombra, operando spesso all’insaputa dei milioni di abitanti che ogni giorno attraversano i loro feudi.

Leggi l’articolo completo sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui
Ti potrebbe interessare
Esteri / Dopo un anno di presidenza Biden la rotta migratoria Messico-Usa è ancora un inferno: la denuncia di Msf
Esteri / Pedofilia, quasi 500 vittime di abusi nella diocesi di Monaco. Ratzinger non agì di fronte a 4 casi
Esteri / “Fateci pagare più tasse”: l’appello di cento super ricchi ai grandi della terra
Ti potrebbe interessare
Esteri / Dopo un anno di presidenza Biden la rotta migratoria Messico-Usa è ancora un inferno: la denuncia di Msf
Esteri / Pedofilia, quasi 500 vittime di abusi nella diocesi di Monaco. Ratzinger non agì di fronte a 4 casi
Esteri / “Fateci pagare più tasse”: l’appello di cento super ricchi ai grandi della terra
Esteri / Djokovic ha comprato l’80% di un’azienda che lavora a una cura per il Covid
Esteri / Regno Unito, Johnson annuncia la fine delle restrizioni: ma la pandemia corre ancora
Esteri / Eruzione Tonga, Nasa: “500 volte più potente della bomba atomica su Hiroshima”
Esteri / Tonga: arrivano i primi aiuti dopo l’eruzione, ma le autorità temono che i soccorritori possano portare uno “tsunami di Covid”
Esteri / Nizza, spari in centro durante un blitz della polizia: un morto
Esteri / Gerusalemme, primo sfratto da cinque anni a Sheikh Jarrah: Israele demolisce la casa di una famiglia palestinese
Esteri / Ucraina, Blinken invita Putin a scegliere una via pacifica