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Home » Esteri

Morta suicida a Parigi una delle fondatrici delle Femen

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Oksana Shachko, attivista del movimento femminista ucraino, ha lasciato un biglietto con scritto "You are all fake"

È stata trovata morta nel suo appartamento a Parigi Oksana Shachko, una delle fondatrici delle Femen, il movimento femminista di protesta nato in Ucraina. Potrebbe trattarsi di un caso di suicidio ma non sono note le motivazioni del gesto.

Chi è Oksana Shachko, la fondatrice delle Femen morta suicida a Parigi

La Bbc in versione ucraina, citando la fondatrice del movimento femminista di protesta Alexander Shevchenko e l’attivista Inna, ha confermato che la 31enne si è tolta la vita. “La data esatta della morte è ancora sconosciuta ma sarà rilevata dagli esami. L’ultima volta che l’ho vista è stato venerdì sera”, ha detto Shevchenko.

La donna, che negli ultimi anni avrebbe più volte tentato il suicidio, ha lasciato un messaggio, scrivendo su un foglio “You are all fake”.

Oksana Shachko, insieme a Oleksandra Shevchenko e Anna Hutsol, aveva fondato il movimento Femen nell’aprile 2008. Era stata lei, nell’agosto del 2009, a protestare a seno nudo a Kiev e da quel momento le attiviste hanno continuato a fare nello stesso modo. Il movimento si era poi trasferito in Francia e il 8 settembre 2012 era stato aperto un centro Femen nel diciottesimo arrondissement di Parigi. L’associazione era stata ufficialmente riconosciuta dal governo francese.

Shachko viveva in Francia dall’estate 2013, dove si era rifugiata a causa dei servizi segreti ucraini, che avevano costretto le attiviste del movimento a lasciare il paese. La sua storia era stata raccontata nel documentario “Je sui Femen”, diretto dal regista Alain Margot.

Le Femen, che agiscono in particolare all’estero, sono soprattutto studentesse universitarie tra 18 e 20 anni. Il loro obiettivo è incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina, ricostruire l’immagine dell’Ucraina e “modificare l’immagine dell’Ucraina all’estero da meta di turismo sessuale a paese democratico”.

Più volte attive anche in Italia, le Femen avevano contestato l’ex premier Berlusconi nel febbraio 2013. In quell’occasione, erano state denunciate per atti contrari alla decenza e resistenza a pubblico ufficiale.

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