Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Facebook assumerà più di 3mila persone per controllare i contenuti violenti

Immagine di copertina

Il loro compito sarà quello di rendere più veloce la rimozione dei video in diretta che mostrano omicidi, suicidi e altri atti violenti

Facebook assumerà più di 3mila persone nei prossimi anni per rispondere alla diffusione di materiale non appropriato sul social network e per rendere più veloce la rimozione dei video che mostrano omicidi, suicidi e altri atti violenti. L’annuncio è stato dato da Mark Zuckerberg.

— Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

La decisione arriva per provare a migliorare un sistema che necessita di qualcosa in più di un software automatizzato per monitorare i post. Sin dal suo lancio, Facebook Live è stato utilizzato da alcune persone per trasmettere in diretta atti di violenza.

Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha fatto sapere in un post che i lavoratori che verranno assunti si aggiungeranno ai 4500 che ora riguardano i post che potrebbero violare i termini di servizio.

Durante la scorsa settimana, un padre thailandese ha trasmesso in diretta il video in cui uccideva sua figlia su Facebook Live. Dopo più di un giorno, e 370mila visualizzazioni, Facebook ha rimosso il video. 

“Stiamo lavorando per rendere più facile la segnalazione di questi video in modo da intraprendere subito le giuste azioni”, ha detto Zuckerberg.

I 3mila lavoratori verranno inquadrati in una nuova posizione e monitoreranno tutti i contenuti pubblicati su Facebook, non solo i video live. L’azienda non ha specificato dove questi posti di lavoro verranno offerti. 

Facebook finora ha fatto affidamento sui suoi utenti per segnalare il materiale considerato “problematico”, ricevendo milioni di report ogni settimana. 

“Non sono a conoscenza di nessun meccanismo computazionale che può adeguatamente e accuratamente compiere questo lavoro al 100 per cento al posto degli uomini, non esiste ancora una tecnologia del genere”, spiega Sarah Roberts, professoressa di studi informatici all’Università della California.

— Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica