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Ex transgender crede di essere un “alieno agender” e si fa rimuovere i capezzoli

Jareth Nebula non si sente né uomo né donna, ma, soprattutto, non si sente umano

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 1 Mar. 2019 alle 19:24 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:00
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Immagine di copertina
Jareth Nebulosa

Pensa di essere un alieno, Jareth Nebula, il 33enne britannico è un transgender convinto di non appartenere alla razza umana. Per questo Jareth ha subito decine e decine di operazioni per “sentirsi meno umano”.

Sul suo corpo si contano 78 stelle tatuate, ma l’obiettivo è quello di raggiungere le 333: “Tre è sempre stato il mio numero fortunato”.

Si è persino fatta togliere i capezzoli e si rade le sopracciglia. La trasformazione di Jareth è iniziata a 29 anni, quando, da donna, ha creduto che quello non fosse il suo corpo, perciò si è sottoposta all’operazione che le ha permesso di diventare un uomo: “Dopo essere diventato transgender e aver creduto di essermi finalmente trovato con me stesso, mi sono reso conto di aver sbagliato, non ero maschio o femmina, o addirittura umano”, ha rivelato ai media britannici.

Una scelta che sa non essere compresa da molti: “Mi rendo conto che è davvero difficile spiegarlo agli altri, sono semplicemente di un altro mondo”. “Non mi sono mai sentito a mio agio dal punto di vista sessuale. So di essere bloccato dentro un corpo umano ed è così che sono percepito dagli altri, ma per me sono un alieno senza sesso”, ha precisato Jareth.

Il 33enne è affetto dalla sindrome di Ehlers-Danlos (EDS), rara malattia che rende la pelle elastica. Proprio per questo, Jareth è chiamato dai suoi medici come “Mr Elastic”.

Le conseguenze di questa malattia sono diverse: se da un lato la sua pelle sembra sempre giovanissima, per via dell’elasticità, il dolore non abbandona mai il corpo di Jareth. “Vado da un chiropratico una volta ogni due settimane e vedo un fisioterapista una volta alla settimana, oltre a fumare marijuana medica per il dolore, ma attualmente non esiste una cura per l’EDS”.

Ma a spingere il 33enne a credere di non essere un umano è stata proprio la malattia da cui è affetto.

La seconda vita di Jareth è iniziata quando a 29 anni ha scelto di diventare un “maschio transessuale”. In quel momento, Jareth ha iniziato ad assumere testosterone e a indossare abiti da uomo. Poi ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico  per la rimozione del seno.

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Tutto questo, però, non è stato sufficiente. Anche da transgender, Jareth non si sentiva a proprio agio in quella pelle. Per questo ha iniziato delle ricerche sull’identificazione di genere: “Mi sentivo come se stessi cercando di inserirmi nel corpo di qualcun altro”, ha detto.

“Non volevo essere costretto. Ed è stato allora che ho scoperto cos’è l’alieno agender”, ha spiegato Jareth. Nell’alieno agender si riconosce chi non riesce a identificarsi in un genere specifico. Né uomo né donna: Jareth ama essere definito “esso”, niente lui o lei.

La vita di Jareth, giunto alla conclusione di essere un alieno agender, non è comunque delle migliori. La sua condizione non è accettata da tutti. In primis dalla sua famiglia, che non ha ancora accettato il fatto che lui creda di essere un alieno. Se, infatti, Jareth è stato fortemente sostenuto dai genitori quando ha deciso di diventare un maschio transgender, la decisione di riconoscersi in una specie diversa da quella umana non è facile da accettare.

“Ho amici online che mi supportano, ma nella vita reale è più difficile. Non tutti lo capiscono, ma va bene. Non mi aspetto niente, voglio solo essere accettato”, ha detto ancora Jareth.

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