Esplosioni Sri Lanka, colpite chiese e hotel: arrestati 13 sospetti

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 21 Apr. 2019 alle 08:49 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:12
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Immagine di copertina
Credit: by ISHARA S. KODIKARA / AFP

Pasqua di sangue in Sri Lanka: diverse esplosioni nella mattina del 21 aprile 2019 si sono registrate in cinque chiese e tre hotel nella capitale, Colombo, e in un’altra città del paese. Le vittime: oltre 200.

Una settima e un’ottava esplosione sono poi avvenute ore dopo nei sobborghi della capitale. Il ministro della Difesa ha fatto sapere che 13 sospetti sono stati arrestati nel corso delle indagini.

Il bilancio delle vittime continua intanto a salire: attorno alle 15 (ora italiana) le autorità dello Sri Lanka hanno dichiarato che 207 persone sono morte e più di 300 sono rimaste ferite. Tra le vittime ci sarebbero anche turisti stranieri.

> Cosa sappiamo finora

I luoghi colpiti – Le chiese colpite dagli attacchi sono Sant’Antonio a Colombo; San Sebastiano a Negombo (30 chilometri dalla capitale); una terza chiesa a Batticaloa (250 chilometri a est della capitale).

> Sri Lanka, le prime immagini dopo le esplosioni

Un’esplosione si è registrata anche a Katuwapitiya e un’altra a Katana, nell’ovest dello Sri Lanka. Sono stati colpiti anche lo Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel a Colombo.

La reazioni del Governo – “Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri”: questo il messaggio pubblicato su Twitter dal ministro dello Sri Lanka per le Riforme economiche, Harsha de Silva.

Il ministro ha visitato alcuni dei luoghi attaccati dalle esplosioni verificatesi simultaneamente nel paese.

“Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. (…) Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite”, ha aggiunto il ministro.

L’allerta della polizia – Ad ora nessuno ha rivendicato gli attacchi, ma sette persone sono state fermate con l’accusa di aver preso parte agli attacchi terroristici avvenuti nel paese.

Poco dopo le esplosioni il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha convocato il Consiglio di sicurezza, mentre il presidente Maithripala Sirisena ha parlato alla nazione e e invitato alla calma.

L’attacco non era del tutto inaspettato: dieci giorni fa il capo della polizia aveva messo in guardia contro possibili attentati kamikaze a “chiese di rilievo”. Almeno due dei sei attacchi della mattina sono stati effettivamente condotti da attentatori kamikaze.

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