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Perde la voce per due mesi, poi ricomincia a parlare con 4 accenti diversi: la storia di Emily Egan

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 23 Giu. 2020 alle 12:59 Aggiornato il 23 Giu. 2020 alle 13:01
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Immagine di copertina

Muta per due mesi, ricomincia a parlare con 4 accenti diversi: Emily Egan

Da Bournemouth, in Inghilterra, arriva l’incredibile storia di Emily Egan, una ragazza di 31 anni che è rimasta muta per ben due mesi e poi ha ricominciato a parlare con quattro accenti diversi: polacco, russo, francese e italiano. Una vicenda davvero singolare quella che ha per protagonista la donna, che lavora come operatrice in un centro scolastico e che nelle ultime settimane soffriva spesso di un mal di testa che faticava ad andare via, come riportato da alcuni tabloid britannici. Così, a un certo punto, Emily Egan è stata costretta ad andare in ospedale, dove è stata ricoverata per i controlli del caso. I medici, tuttavia, non hanno riscontrato nessuna patologia.

E’ stato proprio durante il suo ricovero in ospedale che la ragazza è improvvisamente caduta in un mutismo assoluto. Ha smesso proprio di parlare, lasciando di stucco i dottori. Emily Egan è rimasta in questa condizione di mutismo per ben due mesi, al termine dei quali ha altrettanto sorprendentemente ripreso a parlare. Ma a quel punto il suo accento non era più il solito, tipico dell’Essex inglese: la ragazza, infatti, ha adesso un marcato accento polacco. Ma non solo: in una video-intervista concessa ad alcuni giornali locali, Emily Egan sottolinea che in alcuni momenti, quando è particolarmente stressata, ha anche un lieve accento russo, mentre in altre occasioni ha deviato addirittura sul francese e sull’italiano.

Nel frattempo, i medici sono riusciti a diagnosticare il disturbo che affligge la 31enne: si tratta della sindrome da accento straniero, altrimenti conosciuta come FAS, un raro disturbo del linguaggio causato sempre da un danno cerebrale. La nuova sfida, per i dottori, adesso è proprio quella di individuare il danno cerebrale subito da Emily Egan. “Tutta questa esperienza – ha raccontato lei – è stata estenuante e totalmente travolgente. Non è cambiato solo il mio accento: non parlo né penso allo stesso modo di prima e non posso costruire frasi come una volta. Adesso scrivo diversamente, tutto il mio vocabolario è cambiato e il mio inglese è peggiorato”. Ma non è finita qui: la donna ha anche spiegato di aver subito già episodi di discriminazione perché tutti credono che sia straniera. Al supermercato, ad esempio, è stata insultata da un uomo che l’ha accusata di aver portato il Coronavirus nel Regno Unito.

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