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Elezioni presidenziali in Polonia, oggi 28 giugno 2020 il primo turno per scegliere il capo dello Stato

Il grande favorito è il capo di Stato uscente Andrzej Duda, esponente del partito di destra e conservatore Diritto e Giustizia

Di Donato De Sena
Pubblicato il 28 Giu. 2020 alle 07:43 Aggiornato il 28 Giu. 2020 alle 07:53
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Immagine di copertina
Il presidente uscente Duda

Elezioni in Polonia, primo turno delle presidenziali

Giornata di voto in Polonia, dove oggi, domenica 28 giugno 2020, i cittadini sono chiamati ai seggi per il primo turno delle elezioni presidenziali, inizialmente previsto per il 10 maggio e poi rimandato per l’emergenza Coronavirus. Il grande favorito è il presidente della Repubblica in carica Andrzej Duda, eletto nel 2015, esponente del partito di destra e conservatore Diritto e Giustizia. Il suo principale avversario è il candidato di Piattaforma civica, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski. Un eventuale secondo turno è fissato al 12 luglio.

Come si vota

Le elezioni presidenziali in Polonia si svolgono ogni 5 anni dal 1989, quando ebbe fine l’influenza comunista dell’Unione Sovietica sul Paese e prevedono l’elezione a capo dello Stato del candidato che al primo turno supera il 50 per cento dei voti. Se nessuno raggiunge quella soglia si tiene quindi un secondo turno elettorale, un ballottaggio tra i due candidati che al primo turno hanno raccolto più preferenze. In vista del voto del 28 giugno il governo polacco ha approvato una legge per permettere a tutti i cittadini di votare, se lo desiderano, per corrispondenza.

Elezioni in Polonia: i candidati

Andrzej Duda corre per la presidenza della Repubblica come candidato indipendente legato a Diritto e Giustizia, il partito di destra di maggioranza nel Parlamento polacco fin dal 2015, che a Strasburgo fa parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Classe 1972, avvocato, Duda è un forte conservatore, un sovranista euro-scettico e contrario alla ricollocazione dei migranti richiedenti asilo tra gli Stati membri europei.

Rafał Trzaskowski, 48 anni, è invece il candidato di una coalizione liberal democratica. È un esponente di Piattaforma Civica, partito liberale di centrodestra che è stato al governo dal 2007 al 2014. È stato parlamentare europeo per quattro anni, tra il 2009 e il 2014, nel gruppo del Ppe, ed è sindaco di Varsavia dal 2018. Si rivolge a un elettorato più moderato, stanco del nazionalismo e delle posizioni radicali di Diritto e Giustizia.

Terzo nei sondaggi alle spalle dei due principali candidati è un giornalista e conduttore televisivo di 44 anni, Szymon Hołownia, che corre alle presidenziali puntando sulla sua estraneità al mondo della politica. La sua popolarità è dovuta anche al passato di conduttore di un programma simile al nostro ‘Italia’s got talent’. Il suo programma prevede di cancellare alcune riforme approvate da Diritto e Giustizia.

Robert Biedroń, 44 anni, è il presidente del partito di centrosinistra Primavera, fondato nel 2019. Dichiaratamente ateo e omosessuale, Biedroń è un attivista per i diritti Lgbt. Il suo partito prova a riempire il vuoto lasciato a sinistra da Piattaforma Civica, giudicata troppo liberale, ponendosi nettamente all’opposizione della destra radicale di Diritto e Giustizia. Nel 2009, con il successo alle elezioni comunali di Słupsk è diventato il primo sindaco omosessuale della Polonia. In precedenza aveva fatto parte dell’Alleanza della Sinistra Democratica, forza politica di centrosinistra al governo fino al 2005.

Władysław Kosiniak-Kamysz, 38 anni, è il candidato del Partito Popolare Polacco, storicamente più forte nelle aree rurali del Paese, vicino a Diritto e Giustizia per la difesa dei valori cattolici, ma in passato anche a Piattaforma Civica, con cui ha aderito al Ppe.

Infine, Krzysztof Bosak, 38 anni, altro rappresentante della destra estrema, in corsa per il partito euroscettico Confederazione Libertà e Indipendenza.

I sondaggi sulle elezioni presidenziali in Polonia 2020

Nei sondaggi elettorali effettuati a poche settimane dalle urne il capo di Stato uscente Andrzej Duda è risultato in testa con percentuali superiori al 40 per cento dei consensi, seguito Rafal Trzaskowski, con percentuali che hanno raggiunto anche il 25 per cento. Si tratta di un divario ampio che ha evidenziato le grandi probabilità di successo del presidente in carica e qualche chance di vittoria al primo turno. Il gap tuttavia non implica che Duda abbia la vittoria assicurata al primo turno. Anzi, non sono scuse sorprese al secondo turno, quando la sfida sarà tra due soli candidati.

Fino a pochi giorni prima della prima data fissata per le elezioni, Duda nei sondaggi sembrava strafavorito. Il presidente uscente aveva provato in tutti i modi di tenere lo stesso le presidenziali nonostante gli evidenti problemi legati al contenimento della pandemia di Covid-19. Successivamente nei sondaggi sono state rilevate una perdita di consensi al primo turno, e qualche possibilità di sconfitta al secondo turno.

Un sondaggio realizzato tra il 22 e il 23 giugno scorso dall’istituto Ipsos ha segnalato Duda al primo turno al 40 per cento delle preferenze contro il 27 per centodi Trzaskowski e il 10 per cento di Holownia. Nel ballottaggio, invece, Trzaskowski potrebbe superare Duda, ottenendo il 47 per cento dei voti contro il 43 dell’avversario.

Gli scenari

Nonostante il vantaggio di Andrzej Duda, quindi, le sorprese ad un eventuale secondo turno non sono escluse perché il voto di candidati minori al ballottaggio potrebbe confluire maggiormente verso lo sfidante Rafal Trzaskowski. L’elettorato di Szymon Hołownia, terzo nei sondaggi sul primo turno, potrebbe ad esempio orientarsi verso il candidato di Piattaforma Civica, anche in virtù della netta opposizione del giornalista alle politiche di Diritto e Giustizia. Hołownia è l’unico, oltre a Duda e Trzaskowski, ad essere stato stimato dai sondaggisti sopra il 10 per cento di preferenze. Ma è certamente più vicino alla coalizione liberale anche Robert Biedroń. Il presente uscente Duda potrebbe da parte sua conquistare al secondo turno consensi dai sostenitori di Krzysztof Bosak.

Leggi anche: Il rebus del Covid: perché in alcuni paesi c’è e altrove no? (di Selvaggia Lucarelli)

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