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Elezioni in Nuova Zelanda, vittoria storica della sinistra: la 40enne Ardern confermata premier

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 17 Ott. 2020 alle 12:20 Aggiornato il 17 Ott. 2020 alle 13:08
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Immagine di copertina
Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda dal 2017. Credit: Facebook

La sinistra stravince le elezioni politiche in Nuova Zelanda e la 40enne Jacinda Ardern viene confermata nella carica di primo ministro. Stando ai risultati parziali, il Partito laburista ha raccolto il 50,6% dei voti: percentuale che assegnerebbe alla sinistra 66 seggi su 120 in Parlamento. Se questo dato fosse confermato, i laburisti potrebbero reggere da soli la maggioranza di governo, senza bisogno dell’alleanza con i Verdi. Mai un partito aveva raggiunto da solo la maggioranza assoluta dal 1996, quando in Nuova Zelanda fu introdotto il sistema proporzionale.

E se per la sinistra si profila una vittoria storica, il centrodestra va incontro al peggior risultato degli ultimi vent’anni: 25,7%. La leader del National Party, Judith Collins, ha ammesso la sconfitta.

“Grazie alle persone che hanno lavorato così duramente per condividere il nostro messaggio. Ma soprattutto grazie alle molte persone che ci hanno dato il loro voto, che si sono fidate di noi per continuare a guidare la ripresa della Nuova Zelanda”, ha dichiarato Jacinda Ardern, commentando la vittoria.

Nata a Hamilton il 26 luglio 1980, Ardern guida il Partito laburista dal primo agosto 2017. Cinquanta giorni dopo trascinò la sinistra alla vittoria delle elezioni, diventando così – a 37 anni – la più giovane donna a capo di un governo nel mondo.

La premier gode di ampia popolarità in Nuova Zelanda. Nel gennaio 2018 annunciò di essere incinta, mantenne la carica di primo ministro e nel giugno dello stesso anno partorì in un ospedale pubblico. Nel 2019 commentò l’attentato terroristico in una moschea di Christchurch dicendo che la risposta all’odio è l’umanità. E nel 2020 ha dimostrato grandi capacità nella gestione dell’emergenza Covid-19.

Appena rieletta, Jacinda Ardern resterà alla guida del suo Paese fino al 2023. “Abbiamo un mandato per accelerare e rilanciare sulle riforme sociali e ambientali, e cominceremo domani”, ha detto.

Da segnalare che il 17 ottobre gli elettori neozelandesi hanno votato anche per due referendum – uno sulla legalizzazione dell’eutanasia e uno sulla legalizzazione della cannabis ricreativa – ma i loro risultati non saranno noti prima del 30 ottobre.

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