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Home » Esteri

La droga più mortale del mondo

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Il krokodil è simile all'eroina, ma più economico. Chi ne fa uso ha una speranza di vita di due anni da quando lo assume per la prima volta

Il krokodil è una droga simile all’eroina, ma molto più economica, che si è andata diffondendo in Russia a partire dai primi anni Duemila.

Gli effetti sul corpo di chi la consuma sono devastanti e smettere è praticamente impossibile.

La pelle brucia nei punti del corpo dove la droga viene iniettata portando alla formazione di squame, la pelle di coccodrillo, e alla caduta dei tessuti che si distaccano a pezzi dalle ossa.

La speranza di vita di un consumatore di krokodil varia tra i due e i tre anni.

La droga viene abitualmente cucinata in casa mischiando la codeina, un antidolorifico che si può acquistare in farmacia, con sostanze chimiche tossiche come lo iodio, l’acido cloridrico e il fosforo rosso ottenuto dalle scatole di fiammiferi.

Dal processo di produzione si ottiene la desmorfina, un oppiaceo simile alla morfina, ma dieci volte più potente, che è stato sintetizzato per la prima volta negli anni Trenta.

La produzione in casa dà come risultato un prodotto molto impuro e tossico.

Le stime realizzate dall’Agenzia per il controllo delle droghe in Russia, dicono che nel Paese circa 100mila di persone sarebbero dipendenti da questa e altre droghe fatte in casa.

Chi ne fa uso diventa molto debole, ha problemi a mantenere l’equilibrio e non è più in grado di lavorare.

“Ho provato a cercare un impiego, ma potrei cadere in qualsiasi momento se facessi un lavoro manuale. Non posso neanche fare un lavoro non fisico, perché faccio fatica a pensare”, racconta Zhanna, una tossicodipendente di Ekaterinburg, una città russa che si trova sul lato asiatico degli Urali.

“Sopravvivo perché sono brava a cucinare il krokodil“, spiega Zhanna. “Le persone mi chiamano come cuoca, così sopravvivo. Sono capace di produrre una sostanza molto pura. Quelli che cucinavano quando ho iniziato sono tutti morti”.

Zhanna è una delle protagoniste del reportage fotografico e video Lacrime di coccodrillo realizzato nel 2013 dal fotografo Emanuele Satolli.

Satolli ha passato un anno seguendo la vita di alcune persone dipendenti dal krokodil a Ekaterinburg, dove si ritiene che migliaia di persone facciano uso di questa sostanza.

(Un estratto del reportage multimediale “Lacrime di coccodrillo” di Emanuele Satolli)

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