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Il doodle Google a Ignaz Semmelweis: il medico che insegnò al mondo a lavarsi bene le mani

Ha scoperto che i germi potevano essere trasmessi da un corpo all'altro a seguito del contatto umano. Oggi, in questi tempi di Coronavirus, seguiamo alla lettera i suoi consigli e riconosciamo ancor di più il valore della sua scoperta

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 20 Mar. 2020 alle 12:42 Aggiornato il 20 Mar. 2020 alle 12:54
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Immagine di copertina
Il doodle Google dedicato a Ignaz Semmelweis

Il doodle Google dedicato a Ignaz Semmelweis

In questi tempi di Coronavirus, lavarsi le mani sembra la cosa più ovvia da fare ma non è sempre stato così. La medicina occidentale ha scoperto piuttosto tardi che i germi potevano essere trasmessi da un corpo all’altro a seguito del contatto umano. A scoprire questo fenomeno all’epoca rivoluzionario fu il medico ungherese Ignaz Semmelweis, a cui Google ha dedicato il doodle di oggi, 2o marzo 2020. Oggi infatti è l’anniversario dell’inizio del suo tirocinio come capo degli specializzandi della più grande clinica ostetrica di Vienna. Semmelweis nel 1847 scoprì che, nelle cliniche ostetriche viennesi, l’alta incidenza di “febbre puerperale” (malattia con febbre alta che decimava le donne che avevano appena partorito, ndr) poteva essere drasticamente ridotta grazie alla disinfezione delle mani.

La storia del medico che insegnò al mondo a lavarsi le mani

Ma facciamo un passo indietro. Flashback al 1846. Un medico ungherese di nome Ignaz Semmelweis aveva appena iniziato il suo tirocinio in una clinica ostetrica a Vienna. All’epoca, i reparti di maternità erano inondati di casi di “febbre puerperale”, una malattia misteriosa che stava uccidendo un numero allarmante di neo mamme. Molte donne credevano che fossero i medici a portar loro la morte, per questo la chiamavano anche “Peste dei medici”. Molte partorienti preferirono far nascere i propri bambini con l’aiuto delle ostetriche, e non con i medici.

L’ospedale di Vienna aveva due reparti di maternità: uno dove operavano medici uomini e i loro studenti e l’altro con ostetriche donne. Quando nella clinica arrivò il dottor Semmelweis, scoprì che il numero di morti nel primo reparto era quasi il doppio rispetto al secondo. Cerco di fornire una spiegazione. Ne formulò due: pensò l’aria mefitica delle città non molto salubre e ai preti della cappella dell’ospedale e alle loro campane inquietanti che scampanellavano per i corridoi per dare l’estrema unzione. Nessuna di queste ipotesi fu verificata.

L’intuizione geniale del medico Ignaz Semmelweis

Un giorno il medico Semmelweis venne a sapere che il suo collega e amico Jakob Kolletschka, si era ammalato ed era morto dopo aver eseguito un’autopsia su una donna vittima della febbre puerperale. Qui il medico ebbe l’intuizione. Analizzando la cartella clinica del collega deceduto, Semmelweis capì che la febbre puerperale e la morte del professor Kolletschka erano la stessa cosa dal punto di vista patologico perché entrambe presentavano gli stessi cambiamenti anatomici. Se nel caso del medico Kolletschka i cambiamenti nella sepsi provenivano dall’inoculazione di particelle del cadavere allora la febbre puerperale doveva avere origine dalla stessa fonte.

Quindi Semmelweis arrivò alla conclusione che la febbre puerperale era una malattia che veniva trasferita da un corpo all’altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto avevano prima con le donne morte (su cui praticano l’autopsia) e subito dopo con le partorienti che andavano a visitare in corsia.

Le particelle microscopiche si sarebbero trasferite dalle mani dei medici alle donne in gravidanza, che sarebbero poi state vittime della stessa malattia. Per verificare se fosse questo il problema, Semmelweis ordinò ai suoi colleghi di iniziare a lavare bene le mani e gli strumenti medici con una soluzione di calce clorata. I casi di febbre e i conseguenti decessi diminuirono.

Qualche anno dopo il medico ungherese presentò il risultato del suo studio alla prestigiosa Vienna Medical Society. Ma la sua teoria fu accolta da aspre critiche e dal rifiuto. I medici interpretarono la sua scoperta come un attacco alle loro pratiche igieniche e respinsero le sue teorie. Nonostante la netta riduzione dei decessi, l’ospedale di Vienna tornò presto ai vecchi metodi. Profondamente scoraggiato, Semmelweis si trasferì a Pest in Ungheria. Anche lì lavorò in un reparto di maternità e seguì una pratica simile di lavaggio delle mani riducendo i tassi di mortalità delle partorienti. Ma le sue idee continuarono a essere rifiutate. Il costante rifiuto della sua scoperta lo portarono alla totale sfiducia di sé. Nel 1865 fu ricoverato in un manicomio e 14 giorni dopo fu trovato morto.

Dopo qualche anno, Louis Pasteur e Joseph Lister elaborarono la teoria dei germi e la chirurgia antisettica. Teorie che hanno convalidato la scoperta del dottor Semmelweis, guadagnandosi immensi elogi anni dopo la sua morte. Oggi, quasi 170 anni dopo, seguiamo alla lettera i suoi consigli. Soprattutto oggi al tempo del Coronavirus.

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