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Il dizionario dei sentimenti intraducibili

Uno psicologo britannico ha iniziato un progetto attraverso il quale sta raccogliendo da tutto il mondo parole positive che non esistono nella lingua inglese

Di TPI
Pubblicato il 27 Gen. 2017 alle 15:10 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:45
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Immagine di copertina

Se è vero che la maggior parte di noi usano solo una piccola parte delle migliaia di vocaboli che fanno parte della lingua italiana, è anche vero che ci sono concetti, emozioni e sensazioni che nemmeno la più sconosciuta delle parole sul dizionario riuscirebbe a descrivere perfettamente.

Se questo vale per il dizionario italiano, non è detto che ci si debba arrendere: ci sono termini di alcune lingue straniere che riescono, con poche lettere, a esprimere quello che solo attraverso una frase intera riusciremmo a esporre.

Evidentemente questa carenza di termini vale anche per l’inglese, visto che Tim Lomas, docente di psicologia della University of East London, ha creato un sito dedicato all’implementazione continua di una lista di parole che in lingue come il giapponese, l’arabo il portoghese o l’inuit sanno descrivere bene ciò che è apparentemente indescrivibile.

Nel suo Positive Lexicography Project, in particolare, trovano posto parole che descrivono emozioni positive, riferite al benessere, o al massimo agrodolci, con la speranza che un giorno possano entrare nel lessico comune.

Secondo quanto ha dichiarato alla Bbc, il suo interesse è nato quando ha sentito parlare per la prima volta del concetto finlandese di sisu, che descrive una straordinaria perseveranza e resilienza di fronte alle avversità, per la quale i due sinonimi appena usati non sono abbastanza evocativi alle orecchie dei nativi finlandesi.

Anche altri termini presenti nella sua lista hanno questa caratteristica: avere corrispettivi in altre lingue, che però non rendono appieno il senso del termine originale. Per esempio, anche l’italiano è citato con alcuni termini a noi assolutamente familiari ma che in inglese forse non possono essere tradotti in tutto e per tutto: “arrangiarsi”, “focolare”, “magari”, “saper vivere”, “leggiadria”.

Per chi non volesse consultare il sito originale con la lista completa, questi sono alcune delle parole straniere più evocative trovate da Lomas:

Mbuki-mvuki (bantu): la voglia di togliersi i vestiti mentre si balla per sentirsi più liberi

Kilig (tagalog): le farfalle nello stomaco, quando si è in presenza di qualcuno che ci piace

Uitwaaien (olandese): andare a schiarirsi le idee facendo una passeggiata

Gigil (tagalog): l’impulso irresistibile di pizzicare qualcuno a cui si vuole bene

Desbundar (portoghese): perdere le proprie inibizioni mentre ci si diverte

Yuan bei (cinese): una sensazione di realizzazione completa e perfetta

Iktsuarpok (Inuit): l’attesa provata per qualcuno, che spinge a controllare continuamente se la persona sia finalmente arrivata

Sehnsucht (tedesco): bramosia, struggimento, intenso desiderio per qualcosa di irraggiungibile

Pihentagyú (ungherese): persone argute che in un attimo possono uscirsene con battute sofisticate o soluzioni a un problema

Desenrascanço (portoghese): districarsi abilmente da una situazione problematica

Orenda (huron): il potere della volontà umana di cambiare il mondo di fronte a forze potenti come il destino

Wabi-sabi (giapponese): apprezzamento per la bellezza transitoria e imperfetta, come lo splendore fugace dei fiori di ciliegio

Cafuné (portoghese): il gesto di passare gentilmente le dita tra i capelli di qualcuno

Hygge (danese): lo stile di un ambiente accogliente, confortevole e intimo in cui ritrovarsi, magari per ripararsi dal freddo

Sobremesa (spagnolo): una conversazione a tavola subito dopo aver mangiato insieme

Cynefin (gallese): un luogo in cui si ha la sensazione di voler vivere, o il rapporto che si ha con il luogo in cui ci si sente a casa

Esprit de l’escalier (francese): rimuginare dopo essere rimasti zitti di fronte a un evento durante il quale avremmo voluto dire qualcosa

Feierabend (tedesco): la sensazione piacevole nell’arrivare alla fine di una giornata lavorativa

Fylleangst (norvegese): un dopo sbornia morale, ossia la paura di aver fatto qualcosa di cui non ci si ricorda mentre si era ubriachi

Gjensynsglede (norvegese): la gioia di rincontrare qualcuno dopo molto tempo

Gumusservi (turco): il riflesso della luna sull’acqua

Gunnen (olandese): pensare che qualcuno meriti qualcosa di buono ed essere felici nel caso questo accada

Fika (svedese): ritrovarsi insieme a lungo per chiacchierare o bere un caffè in un ambiente rilassato

Jayus (indonesiano): una barzelletta non divertente e detta talmente male che finisce per far ridere

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