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Corruzione dal Qatar al Parlamento europeo: cosa sappiamo sulle indagini

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Corruzione dal Qatar al Parlamento europeo: cosa sappiamo sulle indagini

Denaro per parlare bene del Qatar al Parlamento europeo. In sintesi sarebbe questa l’ipotesi su cui sta indagando la polizia belga, che vede al centro il partito socialista e diversi cittadini italiani. In primis, secondo quanto riportano diversi media europei e le agenzie di stampa, l’ex eurodeputato Antonio Panzeri (di cui sarebbero state fermate anche moglie e figlia a Bergamo) e il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati Luca Visentini. Entrambi, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, sarannoa a breve sentiti dagli inquirenti. Ma non finisce qui: l’indagine, svelata dal quotidiano belga Le Soir, ha coinvolto anche i piani più alti dell’Europarlamento: la vicepresidente Eva Kaili, esponente del partito socialdemocratico greco, è stata infatti fermata per essere ascoltata.

Secondo le prime informazioni diffuse da diversi quotidiani, si tratta di un’indagine, iniziata a metà luglio, che riguarda un Paese del Golfo, soldi e corruzione. Politico ha riportato un comunicato delle autorità, secondo cui “per diversi mesi gli investigatori hanno sospettato un paese del Golfo di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento Europeo” inviando “significative somme di denaro” a politici o funzionari “con posizioni di rilievo dal punto di vista politico o strategico”.

Tra gli altri italiani coinvolti ci sarebbero anche il compagno di Kaili, Francesco Giorgi, assistente parlamentare sempre nel gruppo dei socialisti, e un attivista, Niccolò Figà-Talamanca, della Ong No Peace Without Justice. L’operazione  è però molto più ampia e sta riguardando anche altri esponenti di spicco del partito socialista, come ad esempio Marc Tabarella.

In questi mesi di preparazione ai mondiali in Qatar, i socialisti erano stati spesso criticati per una posizione considerata troppo soft nei confronti di questioni come il rispetto dei diritti umani nell’emirato. Kaili, che è stata sospesa dal gruppo dei socialisti e democratici europei alla notizia delle indagini, aveva definito il Paese come “un esempio nei diritti del lavoro” e un’ispirazione per il mondo arabo proprio durante una plenaria dell’Eurocamera, nonostante le numerose inchieste giornalistiche avessero già denunciato la morte di migliaia di lavoratori migranti, arrivati in Qatar per la costruzione di stadi e alberghi e finiti in una rete di sfruttamento e condizioni disumane.

La nota

In una nota i socialisti hanno affermato di essere “sconvolti dalle accuse di corruzione nelle istituzioni europee” e hanno assicurato di avere “tolleranza zero per la corruzione”. Il gruppo ha quindi espresso il proprio supporto alle indagini e si è detto pienamente disponibile a collaborare con le autorità. “Non commenteremo su procedimenti giudiziari in corso. Ma vista la serietà delle accuse, fino a quando le autorità competenti non renderanno note rilevanti informazioni e chiarimenti, chiediamo la sospensione di tutti i lavori su ogni fascicolo o votazione riguardante gli Stati del Golfo, in particolare per quanto riguarda la liberalizzazione dei visti e le visite programmate”.

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