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Home » Esteri

Iran: arrestati cinque importanti esponenti del campo riformista

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Un manifesto gigante comparso il 14 gennaio in piazza Enghelab a Teheran, in Iran. Credit: CHINE NOUVELLE/SIPA / AGF

Tra i fermati figurano la segretaria generale del Fronte Riformista Azar Mansouri e Hossein Karroubi, figlio del fondatore del Partito della Fiducia Nazionale Mehdi Karroubi

Almeno quattro esponenti del Fronte Riformista, la coalizione a cui appartiene l’attuale presidente Masoud Pezeshkian, sono stati arrestati dalle Guardie della Rivoluzione Islamica in Iran, oltre al figlio Hossein del fondatore del Partito della Fiducia Nazionale, Mehdi Karroubi.
La prima notizia degli arresti era stata divulgata ieri in Iran dall’agenzia di stampa Mizan Online, organo ufficiale della magistratura iraniana, che non aveva però fornito dettagli sull’identità dei fermati, incarcerati a seguito di “un’indagine sulle attività di alcune importanti figure politiche a sostegno del regime sionista (Israele, ndr) e degli Stati Uniti”. In giornata però, secondo quanto riferito dal quotidiano riformista Shargh e dall’agenzia di stampa Fars, sono emersi i primi nomi degli arrestati. Tra questi figurano la 60enne Azar Mansouri, segretaria generale del Fronte Riformista dal 2023 nonché ex consigliere del presidente riformista Mohammad Khatami tra il 1997 e il 2005; il portavoce dello stesso movimento Javad Emam, tra i responsabili della campagna elettorale del candidato presidenziale ed ex premier Mir Hossein Mousavi; l’ex deputato ed ex vicesindaco di Teheran, Ebrahim Asgharzadeh; e l’ex viceministro degli Esteri di Khatami, Mohsen Aminzadeh. Inoltre dopo essere stato convocato in mattinata presso la Procura,  secondo il suo avvocato Mohammad Jalilian, è stato arrestato anche Hossein Karroubi, figlio del fondatore del Partito della Fiducia Nazionale, Mehdi Karroubi.
Il campo riformista aveva ampiamente sostenuto l’attuale presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, durante la campagna presidenziale del 2024. Diverse figure di spicco sono state arrestate nei giorni scorsi per le critiche espresse nei confronti del governo in una lettera aperta divulgata a seguito delle ampie proteste scoppiate il 28 dicembre scorso e represse nel sangue dal regime, provocando almeno tremila morti. Tra i fermati figurano il regista Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film “Un semplice incidente”, diretto dal regista Jafar Panahi e vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2025. La missiva era stata firmata anche da Panahi, dal regista Mohammad Rasoulof e dal premio Nobel per la pace 2023, Narges Mohammadi.

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