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Come saranno i viaggi in Europa quest’estate: Italia e Spagna fuori dai corridoi turistici

L'Ue apre a accordi bilaterali tra Stati, se hanno una situazione epidemiologica simile. Italia e Spagna, le più colpite dall’epidemia, restano svantaggiate da questo pacchetto

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 13 Mag. 2020 alle 15:20
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Immagine di copertina
Viaggiatrice con la mascherina Credits: ANSA

Coronavirus e viaggi: l’estate della pandemia sarà chiaramente un’estate diversa. Ma l’Unione europea prova a far ripartire il turismo, proponendo “un approccio graduale e coordinato per l’allentamento delle restrizioni ai viaggi tra aree e paesi membri con situazioni epidemiologiche sufficientemente simili”, come si legge in una comunicazione ufficiale della Commissione. In pratica, le nazioni Covid-free – o a basso rischio – come Grecia e Croazia stanno provando in queste settimane ad aprire accordi bilaterali e corridoi preferenziali per il turismo con altri Paesi – Germania compresa – meno colpiti dal virus.

Il turismo è un settore fondamentale in molti paesi europei e, come calcola la Banca Mondiale, rappresenta il 20 per cento del Pil di Atene e pesa molto anche per Croazia (24 per cento), Portogallo (18 per cento), Spagna (15 per cento) e Italia (13 per cento). E l’apertura di hotel e spiagge nei prossimi mesi in questi paesi è decisiva per la rapidità della ripresa dell’economia.

Italia e Spagna lasciate indietro

Nella comunicazione presentata oggi alla stampa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sottolinea che bisognerà attenersi al “principio di non-discriminazione, permettendo i viaggi fra tutte le aree con condizioni epidemiologiche simili”. La discussione in Commissione era partita da un invito agli Stati membri a raggiungere un accordo multilaterale tra tutti e 27 i paesi europei per impedire le discriminazioni in base all’incidenza della pandemia. Ma questo evidentemente non sarà possibile, anche perché le situazioni epidemiologiche sono molto diverse tra Stato e Stato.

Con queste direttive, qualcuno viene lasciato indietro: aprire le frontiere le frontiere tra paesi con un basso tasso di contagio potrebbe infatti svantaggiare l’Italia, territorio tra i più colpiti dal Covid-19 soprattutto al nord e soprattutto in Lombardia. In più restano quarantena e isolamento per chi torna dai paesi a rischio. Per esempio, tra Italia e Belgio è previsto un  periodo di 15 giorni di quarantena per chi si muove tra questi due paesi. Il numero di giorni, l’obbligatorietà e le sanzioni per chi non rispetta questa quarantena sono in capo ai singoli Stati, ma consigliati dalla Commissione Ue. Oltre l’Italia, anche la Spagna potrebbe subire contraccolpi. Anche la Spagna è stata particolarmente colpita dal Coronavirus e anche in Spagna il turismo è parte integrante dell’economia nazionale, destinato a soffrire in tempi di pandemia. La Croazia e Cipro, ad esempio, stanno già trattando con la Germania e l’Olanda per accettare turisti provenienti da quelle aree.

I rimborsi

Molti cittadini europei si stanno domandando anche che ne sarà dei viaggi che avevano prenotato prima del lockdown. La Commissione stabilisce che il rimborso è un “diritto” ma apre, anzi ‘raccomanda’ l’uso dei “voucher” per rimborsare i passeggeri che si vedono annullato il viaggio “con una validità minima di 12 mesi e rimborsabile al massimo per un anno in caso di mancato utilizzo”. I voucher dovranno anche essere “trasferibili ad un altro passeggero”.

I tre step per far ripartire il turismo

I viaggi intercontinentali non vengono neanche nominati. Per quelli all’interno dell’Ue, il pacchetto prevede tre fasi: la ‘fase 0’ è la situazione attuale, con restrizioni per i viaggi non necessari, cioè quelli che non riguardano esigenze di lavoro, in particolare per i transfrontalieri, i lavoratori stagionali, gli addetti al trasporto delle merci. La ‘fase 1’ è la prossima fase che prevede l’allentamento delle restrizioni e dei controlli al confine “tra le regioni e gli Stati europei che conoscano un’evoluzione positiva della pandemia e con situazioni epidemiologiche simili”, sarà permesso viaggiare “per ragioni professionali, personali e turismo”. La ‘fase 2’ prevede l’eliminazione di tutte le restrizioni e i controlli alle frontiere interne dell’Ue “mantenendo le necessarie misure sanitarie”, vale a dire protezioni da indossare durante il viaggio, protocolli in caso di passeggeri con sintomi da Coronavirus. Per chi cerca un consiglio: preparate una buona lista di libri, viaggiare con la fantasia sarà molto più semplice. Almeno per quest’anno.

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