Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La Corea del Nord restituisce agli Stati Uniti i resti dei soldati americani morti nella Guerra di Corea

Immagine di copertina

Il rimpatrio era stato deciso nel corso del summit tenutosi a giugno tra i leader di Stati Uniti e Corea del Nord a Singapore ed era uno dei punti della dichiarazione firmata alla fine dell'incontro

La Corea del Nord ha restituito i resti dei soldati americani morti nel corso della Guerra di Corea, svoltasi tra il 1950 e il 1953.

La mossa si inserisce nel tentativo di distensione dei rapporti tra il paese guidato da Kim Jong un e gli Stati Uniti.

I parenti dei soldati morti in guerra hanno dovuto aspettare più di 50 anni per riavere i corpi dei loro cari.

Il rimpatrio era stato deciso nel corso del summit tenutosi a giugno tra i leader di Stati Uniti e Corea del Nord a Singapore ed era uno dei punti della dichiarazione firmata alla fine dell’incontro.

Inoltre, la cerimonia di rimpatrio dei corpi dei soldati americani si è svolta in occasione del 65esimo anniversario dalla firma dell’armistizio che mise fine alla Guerra di Corea.

Non sono stati ancora forniti numeri precisi, ma probabilmente sono stati restituiti 55 corpi.

Adesso si aspettano le analisi forensi per accertarsi che i resti siano effettivamente quelli dei soldati americani, ma l’identificazione potrebbe richiedere anni.

Più di 326mila americani hanno combattuto al fianco dei soldati della Corea del Sud e all’interno di una coalizione delle Nazioni Unite durante la guerra tra le due Coree.

Migliaia di militari statunitensi dalla Corea non sono stati mai ritrovati e la maggior parte di loro si persero in quella che adesso è la Corea del Nord.

I soldati americani mancanti rientrano tra i circa 33mila soldati della coalizione di cui ancora non si hanno informazioni.

I resti dei militari statunitensi sono stati trasportati a bordo di un aereo militare in una base americana in Corea del Sud, dove il primo agosto si terrà una cerimonia commemorativa.

In seguito, i resti saranno trasferiti negli Stati Uniti per gli esami forensi.

La Casa Bianca ha affermato che “è un obbligo solenne del governo degli Stati Uniti assicurare che i resti siano trattati con dignità in modo che le loro famiglie li ricevano in modo onorevole”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan