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Home » Esteri

Le nuove pesanti sanzioni dell’Onu contro i programmi nucleari della Corea del Nord

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Il paese ha risposto con una raffica di missili a corto raggio. Le sanzioni del 2 marzo sono la conseguenza dei recenti test nucleari e del lancio di missili balistici

La Corea del Nord ha lanciato una raffica di missili a corto raggio in mare al largo della costa orientale, dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità pesanti sanzioni contro il regime di Pyongyang.

Le sanzioni del 2 marzo sono la conseguenza dei test nucleari e del lancio di missili balistici da parte della Corea del Nord. All’inizio del 2016, il 6 gennaio, aveva effettuato il suo primo test della bomba a idrogeno e il 7 febbraio aveva continuato con il lancio di un missile. 

Il portavoce del ministero della difesa della Corea del Sud, Moon Sang-gyun, ha fatto sapere che i lanci provenivano dalla città costiera orientale di Wonsan. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto di stare monitorando la situazione.

Gli Stati Uniti e la Cina hanno impiegato sette settimane per negoziare le nuove sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Le sanzioni prevedono ispezioni obbligatorie dei carichi che entrano ed escono dal territorio nordcoreano, il divieto di vendere o trasferire armi leggere o di piccolo calibro a Pyongyang e l’espulsione dei diplomatici del paese coinvolti in attività illecite.   

Gli Stati Uniti, i suoi alleati occidentali e il Giappone hanno insistito per sanzioni che andassero oltre i programmi nucleari e missilistici, ma la Cina, storica alleata della Corea del Nord, era riluttante a imporre misure che potrebbero minacciare la stabilità del paese e provocare danni all’economia. 

La risoluzione Onu vieta inoltre l’esportazione di carbone, ferro e altri minerali ferrosi, utilizzati per finanziare programmi di missili nucleari o balistici e vieta tutte le esportazioni di oro, minerali di titanio, vanadio e altri minerali. Sarà inoltre proibito esportare carburante per aerei. 

“La comunità internazionale compatta ha inviato un messaggio semplice Pyongyang: la Corea del Nord deve abbandonare questi programmi pericolosi e scegliere un percorso migliore per la sua gente”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un comunicato.

“Praticamente tutte le risorse del paese vengono orientate verso la ricerca sconsiderata e incessante delle armi di distruzione di massa”, ha detto Samantha Power, ambasciatrice presso l’Onu, sostenendo che la Corea del Nord antepone ai bisogni fondamentali del suo popolo, i programmi nucleari. 

La risoluzione sottolinea che le nuove misure non sono destinate ad avere conseguenze umanitarie negative per i civili. Vieta anche a tutti i paesi di aprire nuove filiali o uffici di rappresentanza di banche della Corea del Nord, e vieta alle istituzioni finanziarie di stabilire nuove joint venture con queste banche, oltre all’obbligo di chiudere tutte le banche nordcoreane e terminare i rapporti entro 90 giorni.

Nelle precedenti sanzioni, imposte alla Corea del Nord dal 2006, era vietato esportare o importare, oltre alle tecnologie nucleari, anche beni di lusso. La risoluzione approvata ieri espande l’elenco dei beni di lusso aggiungendo anche orologi costosi, motoslitte, moto d’acqua e oggetti di cristallo. 

Inoltre, 16 individui e 12 organizzazioni, tra cui l’Agenzia aerospaziale nazionale, responsabile per il lancio del missile del 7 febbraio scorso, sono state aggiunte alla lista nera, che prevede il congelamento dei ben e, in caso di persone fisiche, il divieto di espatrio. 

Un gruppo di esperti dell’Onu si occuperà del monitoraggio delle sanzioni. La Corea del Nord ha ignorato molte richieste fatte in passato, e ha cercato di aggirarne altre.

La risoluzione chiede una ripresa dei colloqui che dovrebbero condurre alla denuclearizzazione della penisola coreana in modo pacifico. La Corea del Nord si era ritirata dai colloqui nel 2008.

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