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Cosa c’è da sapere sulla coppia accusata di cannibalismo in Russia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 26 Set. 2017 alle 13:19 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:00
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Immagine di copertina
Una scena di cannibalismo in un dipinto di Theodor De Bry del 1592

Una coppia di coniugi russi residenti a Krasnodar, capoluogo dell’omonima regione,  è accusata dell’omicidio di almeno una persona per cannibalismo.

A riportare la notizia sono molti quotidiani russi come il Moscow Times e il Pravda Report, e quotidiani internazionali.

Al momento le accuse ufficiali sono solo a carico dell’uomo e per un solo omicidio, ma la coppia potrebbe essere responsabile dell’uccisione di almeno 7 persone e di aver praticato cannibalismo per oltre 20 anni, almeno stando a quelle che per ora sono solo indiscrezioni presenti sui quotidiani locali.

I coniugi si chiamano Dmitry e Natalia Baksheev. L’uomo, 35 anni, operaio, vive presso la foresteria dell’Istituto superiore dell’aeronautica militare di Krasnodar in cui lavora; la donna, 42 anni, è occupata nello stesso istituto come infermiera.

Le ricostruzioni della vicenda sono ancora complesse, di certo per ora c’è il ruolo di Dmitry Baksheev, le cui immagini sono state diffuse dalle autorità russe e identificato come il maggiore responsabile dell’uccisione delle vittime di cui si cibava.

I fatti

Le indagini sulla coppia sono cominciate l’11 settembre, quando un gruppo di operai ha ritrovato per caso il cellulare di Dmitry Bakesheev nei pressi dell’abitazione dell’uomo. Uno degli operai ha sbirciato le foto presenti sul cellulare scovando immagini di parti umane e selfie di un uomo che si ritrae nell’atto di divorarle.

L’operaio ha avvisato la polizia e sono quindi partite le ricerche. Gli agenti hanno scoperto che la sim contenuta nel telefono appartieneva proprio a Dmitry Bakesheev.

Nel monolocale occupato da Dmitri e Natalia la polizia ha rinvenuto dei resti umani sotto sale e altri brandelli sospetti nel frigorifero. La coppia è stata portata in caserma per l’interrogatorio.

I coniugi hanno inizialmente negato le accuse ma poi Dmitry ha lentamente iniziato a confessare.

Secondo quanto riportano i media locali, l’uomo ha detto di aver ucciso la vittima senza movente.

I punti fermi

La polizia crede invece che la coppia abbia abbordato la vittima, bevuto insieme degli alcolici e poi l’abbia uccisa e smembrata. Questo è per adesso l’unico punto fermo.

Come riporta il Moscow Times, Dmitry Baksheyev ha inizialmente raccontato alla polizia di aver semplicemente trovato i resti di una donna (una testa mozzata e una mano) nel bosco, mentre passeggiava con il suo cane e di aver scattato delle foto in modo innocente prima di perdere il telefono.

Versione che non ha convinto la polizia. Durante le ricerche condotte dagli agenti, sono stati trovati i resti del cadavere di una donna all’interno di una borsa nei pressi dell’istituto nel quale Dmitry lavora e vive. Il cadavere rinvenuto è quello di una donna di 35 anni, ma ancora non si conosce l’identità.

Secondo la polizia gli omicidi vanno avanti dal 1999, anno in cui sarebbero iniziate le pratiche di cannibalismo dei due coniugi: quasi 20 anni in cui nessuno si era accorto di nulla.

Secondo la testata Life, nel monolocale dei coniugi gli agenti avrebbero ritrovato una fotografia datata 1999 di una testa umana ritratta su un piatto. Da qui l’ipotesi che gli omicidi possano essere molteplici e proseguiti nel corso degli anni.

I vicini dei due lamentavano spesso il forte odore proveniente dallo stabile, ma i coniugi russi non hanno mai fatto entrare nessuno a controllare. 

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