Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:24
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gli cola il naso per 5 anni: pensa di essere raffreddato ma è liquido cerebrospinale

Immagine di copertina

Prima che i medici capissero cosa avesse, gli sono state diagnosticate allergie, bronchiti e una polmonite

Quel maledetto raffreddore non se ne voleva andare. Per 5 anni ha pensato di essere allergico o di soffrire di bronchite, complici le diagnosi errate dei medici, così in qualsiasi momento gli poteva colare il naso. Poi la scoperta: era fluido cerebrospinale e doveva essere operato.

Una vicenda sfortunata quella di Greg Phillpotts, di Johnston County in North Carolina e raccontata da Abc, che negli ultimi cinque anni ha combattuto contro un fastidioso problema al naso.

Chi lo ha visitato però non è stato in grado di capire cosa avesse: polmonite, allergie, una brutta bronchite. Nonostante le cure però, il naso continuava a colare.

“Poteva succedere ovunque – ha raccontato ai giornalisti – sull’aereo o mentre cucini: una volta ho rovinato la cena del Ringraziamento”.

“Non facevo altro che infilarmi fazzoletti nel naso, poi però da febbraio la situazione è peggiorata e non riuscivo più a dormire, tossivo tutta la notte”.

Phillpotts torna in ospedale, ma questa volta la diagnosi è quella giusta: perdita di liquido cerebrospinale.

“Si tratta – ha spiegato il dottor Alfred Iloreta, del Mount Sinai Hospital di New York, dove è stato visitato – del fluido che circonda il cervello, serve a proteggerlo, ad attutire il contatto con le pareti del cranio da shock, traumi, colpi”.

Una volta individuata la causa dei problemi del paziente, Phillpotts è stato sottoposto a un intervento di chirurgia mini-invasiva, usando una parte di tessuto prelevato per tamponare la perdita.

Ma Phillpotts è stato fortunato. Perché spesso a questa condizione, che colpisce 5 persone ogni 100mila, si associa la perdita dell’udito e anche la meningite.

“Vengono chiamate infezioni ascendenti – ha spiegato il dottore – i batteri risalgono dal naso al cervello provocando meningiti”.

“Siete mai stati così congestionati da non riuscire a respirare? Finalmente, e all’improvviso, sono tornato a respirare”, ha concluso Phillpotts.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Mohammed Soliman a TPI: “Il Medio Oriente non esiste. Oggi l’Asia occidentale guarda a est”
Esteri / Il Sultano dei due mondi: con il Patto della Mecca Erdogan proietta definitivamente la Turchia tra le potenze globali
Esteri / Il principe cerca alleati: ecco perché l'Arabia Saudita non può più affidarsi solo alla protezione Usa
Ti potrebbe interessare
Esteri / Mohammed Soliman a TPI: “Il Medio Oriente non esiste. Oggi l’Asia occidentale guarda a est”
Esteri / Il Sultano dei due mondi: con il Patto della Mecca Erdogan proietta definitivamente la Turchia tra le potenze globali
Esteri / Il principe cerca alleati: ecco perché l'Arabia Saudita non può più affidarsi solo alla protezione Usa
Esteri / La sindrome di Washington: ecco perché il Patto della Mecca non segna la fine dell’ordine Usa
Esteri / Il Patto della Mecca cambia gli equilibri in Medio Oriente. Ma l’Europa resta in panchina
Esteri / Il presidente della NIAF Robert Allegrini a TPI: “Negli Usa non è mai stato così di moda e popolare avere origini italiane”
Esteri / Il Patto della Mecca: anatomia di un’aspirante NATO islamica
Esteri / La bomba di Islamabad: così il Patto della Mecca riporta il Pakistan sulla scena globale
Esteri / La metamorfosi della strategia della Resistenza dell’Iran in Medio Oriente
Esteri / L’Esagono di Israele: lo scudo strategico di Tel Aviv per contrastare l’espansionismo di Turchia e Iran in Medio Oriente