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La Cina è la nazione con più caschi blu

Con 2.600 uomini sugli 88mila in forze all'Onu, Pechino vuole aumentare la propria influenza e spera di avere voce in capitolo nella risoluzione del conflitto siriano

Di TPI
Pubblicato il 24 Nov. 2016 alle 12:29 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:03
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Immagine di copertina

La Cina vuole aumentare il suo ruolo nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. Con 2.600 caschi blu su un totale di 88mila, Pechino adesso è la nazione che contribuisce con il maggior numero di soldati ai contingenti di sicurezza dell’Onu.

E il contributo militare dovrebbe crescere fino a 8mila nel prossimo futuro. Secondo Foreign Policy Pechino si sarebbe candidata a guidare il dipartimento delle Nazioni Unite per le operazioni di peacekeeping, un ruolo dominato dalla Francia per molti anni.

L’obiettivo di Pechino è di aumentare il peso specifico all’interno delle Nazioni Unite, dove spesso gli incarichi nei posti chiave sono occupati dalle potenze occidentali, e avere più voce in capitolo nella risoluzione del conflitto siriano, dove finora la Cina è rimasta ai margini.

Pechino inoltre vorrebbe avere una presenza maggiore in Africa, dove già da alcuni anni sta espandendo la propria influenza economica e nel Medio Oriente perché è preoccupata dell’instabilità che minaccia i suoi approvvigionamenti di petrolio.

Infine, partecipare alle missioni di pace sarebbe un’opportunità per migliorare l’immagine internazionale, visto che gli Stati Uniti sembrano riluttanti a mantenere il loro ruolo di primo piano nei contesti internazionali.

Da alcuni anni la Cina ha pesantemente investito nella sicurezza e nella tecnologia militare, ma gli aerei e le moderne navi da combattimento non sono state ancora realmente impiegate al di là delle esercitazioni.

Pechino ha inviato le prime truppe per un’operazione di peacekeeping nel 2013 in Mali e l’anno scorso ha perso due soldati impiegati per difendere i giacimenti petroliferi del Sud Sudan. Tuttavia un rapporto delle Nazioni Unite aveva accusato le truppe cinesi di essere indisciplinate e disorganizzate.

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