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Chi è Mark Rutte, il liberale europeista che vuole continuare a governare i Paesi Bassi

È il leader dei Paesi Bassi dal 2010 ed è il candidato che con più probabilità potrebbe diventare di nuovo primo ministro del paese, dopo le elezioni del 15 marzo 2017

Di TPI
Pubblicato il 14 Mar. 2017 alle 11:26 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:27
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Immagine di copertina

Governa i Paesi Bassi dal 2010, ha da poco compiuto 50 anni ed è il candidato che con più probabilità potrebbe diventare nuovamente primo ministro del paese, dopo le elezioni del 15 marzo 2017. Si tratta di Mark Rutte, l’attuale premier che guida il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd), il partito principale della coalizione liberale di centrodestra ed europeista al governo nei Paesi Bassi. Da giovane voleva diventare un pianista, ma finì poi con l’intraprendere la carriera politica. 

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Secondo i sondaggi il suo partito, in un sostanziale testa a testa con i populisti di Wilders, potrebbe aggiudicarsi dai 23 ai 25 seggi dei 150 in palio al parlamento. Dato il sistema proporzionale puro vigente nel paese e i molti partiti in lizza, è praticamente impossibile che un unico partito riesca a ottenere i 76 seggi necessari per governare da solo. È molto probabile quindi che sarà formato un governo di coalizione, di larghe intese.

Ed è altrettanto probabile che, pur non risultando il partito più votato, la Vvd di Rutte sarà il partito che riuscirà a governare, alleandosi con altri partiti minori che gli consentiranno di avere la maggioranza in parlamento. 

Prima di diventare primo ministro aveva svolto altri incarichi governativi, dal 2002 al 2004 come segretario di Stato per gli Affari Sociali e l’Occupazione e dal 2004 al 2006 come segretario di Stato per l’Istruzione, la Cultura e la Scienza. 

È “lijsttrekker”, cioè il leader del partito Vvd, dal 31 maggio 2006, quando venne eletto con il 51,5 per cento dei voti dei membri del partito. 

Alle elezioni del 2010 il suo partito risultò essere il più votato, ottenendo 31 seggi parlamentari. Mark Rutte venne nominato primo ministro dopo svariati mesi, in seguito a lunghi colloqui e trattative con gli altri partiti politici, formando una coalizione con i cristiano democratici del partito Cda.

In parlamento ottenne l’appoggio del partito xenofobo e populista Pvv, guidato da Geert Wilders, in cambio di due leggi fondamentali: il divieto di burqa e normative per la restrizione dell’immigrazione.

Dopo lo scioglimento anticipato del governo e le nuove elezioni politiche che si tennero nel 2012, formò un nuovo governo, in coalizione con il partito del lavoro, il più grande partito laburista e di sinistra del paese. 

Se dopo le elezioni del 15 marzo dovesse essere incaricato di formare il nuovo governo, sicuramente, a differenza del passato, non si alleerà né con i populisti né con i laburisti, come ha già annunciato.

Il partito Popolare per la Libertà e la Democrazia è un partito di stampo liberale conservatore, a vocazione europeista, molto distante dalle posizioni anti-establishment dell’avversario partito per la Libertà (Pvv), movimento xenofobo, antislamico ed euroscettico.

Rutte si oppone con forza all’idea di una “Nexit”, l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue, sulla scia della Brexit. 

Negli ultimi giorni Mark Rutte è stato protagonista delle tensioni con la Turchia dopo che il suo paese ha negato l’atterraggio al volo del ministro turco degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, e ha impedito alla ministra della Famiglia, Fatma Betul Sayan Kaya, di entrare nel consolato turco a Rotterdam.

I due ministri volevano tenere comizi pro-Erdogan nei Paesi Bassi, in vista del referendum costituzionale turco che si terrà il 16 aprile. I divieti e le azioni del governo olandese hanno provocato dure reazioni della Turchia, esacerbando le relazioni tra Ankara e altre capitali europee. 

Secondo l’Economist le elezioni olandesi rappresentano il primo test del 2017 per i partiti populisti europei, prima dell’altro grande appuntamento delle elezioni presidenziali francesi ad aprile.

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