Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:17
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

L’inno anti-Trump di Rachel Bloom e altre celebrità

Immagine di copertina

L'attrice statunitense si schiera contro il candidato repubblicano con una canzone in stile "We are the world" per chiedere agli americani di andare a votare

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali anche l’attrice e comica statunitense Rachel Bloom, protagonista della famosa serie americana Crazy ex-girlfriend, ha deciso di scendere in campo schierandosi contro il candidato repubblicano Donald Trump con una canzone in stile “We are the world” in collaborazione con il sito Funny or Die.

Al video hanno partecipato anche molte altre celebrità tra cui Elizabeth Banks, Moby, Adam Scott, Jaime Camil, Naya Rivera, Jesse Tyler Ferguson, Jane Lynch e Patti LuPone.

La canzone, intitolata “Holy Shit (You’ve Got to Vote)” spinge gli americani ad andare a votare e indica loro anche abbastanza chiaramente per chi non votare. Nel testo si legge infatti:

“Se non interveniamo per evitarlo saranno quattro anni di The Apprentice” (la nota serie televisiva con Donald Trump, ndr)

“Donald Trump è la sifilide umana, ma ci potrebbe essere l’antidoto“.

Bloom ha detto alla rivista Entertainment Weekly che il suo obiettivo non è necessariamente di far cambiare idea agli elettori di Trump, ma di mobilitare le persone che potrebbero non votare affatto. “Se questo video motiva anche solo una persona, specialmente in uno stato in bilico, ad andare a votare, allora ne sarà valsa la pena”.

Qui sotto il video della canzone:

Ti potrebbe interessare
Esteri / Terre rare e altre materie critiche: la pistola della Cina puntata alla testa degli Stati Uniti
Esteri / Sudan Connection: la geopolitica del massacro tra oro, armi e interessi internazionali
Esteri / L’esperta del Gruppo di Lavoro Onu contro le Sparizioni Forzate Aua Baldé a TPI: “Le vittime registrate in Sudan non sono nemmeno la punta dell’iceberg”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Terre rare e altre materie critiche: la pistola della Cina puntata alla testa degli Stati Uniti
Esteri / Sudan Connection: la geopolitica del massacro tra oro, armi e interessi internazionali
Esteri / L’esperta del Gruppo di Lavoro Onu contro le Sparizioni Forzate Aua Baldé a TPI: “Le vittime registrate in Sudan non sono nemmeno la punta dell’iceberg”
Esteri / Il genocidio in Sudan di cui non parla nessuno
Esteri / La corsa della Cina alla supremazia tecnologica globale
Esteri / Il direttore del programma di Emergency in Sudan, Matteo D’Alonzo, a TPI: “Si combatte di casa in casa, persino tra familiari. E anche con i droni”
Esteri / Sudan: cronistoria di una guerra dimenticata
Esteri / Il piano di Trump è l’unica via possibile per la pace in Ucraina (di F. Bascone)
Esteri / Altro che trappola del debito: dalla Silicon Valley ai porti di mezzo mondo, ecco l’impero segreto dei prestiti della Cina
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale