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I camionisti francesi chiedono la chiusura del campo profughi di Calais

La protesta è iniziata all'alba con camion e trattori che bloccano l'autostrada A16 nei pressi del campo, punto di snodo dell'immigrazione irregolare verso il Regno Unito

Di TPI
Pubblicato il 5 Set. 2016 alle 13:28 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:40
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Immagine di copertina

É iniziata la mattina di lunedì 5 settembre la protesta dei camionisti, dei commercianti e degli agricoltori per chiedere la demolizione definitiva del campo profughi di Calais in Francia.

Diversi camion e trattori combinati a una vera e propria catena umana hanno bloccato fin dalle prime ore della mattina di lunedì le strade che conducono al porto francese di Calais, causando gravi ripercussioni sul traffico locale. 

I manifestanti chiedono la chiusura definitiva del campo profughi che attualmente ospita 6mila persone. Alle proteste si sono uniti anche 200 agricoltori, commercianti, sindacalisti e il sindaco di Calais, Natacha Bouchart. 

La protesta in corso è stata vista come la più grande messa in piedi dalla popolazione locale contro la cosiddetta “Giungla”, come viene soprannominato il campo dove migliaia di persone continuano a vivere in condizioni squallide. 

Molti dei profughi ospitati al suo interno spesso tentano di salire a bordo dei camion che transitano lungo l’autostrada A16 per poter raggiungere la vicina Gran Bretagna. Coloro che vivono nel campo provengono principalmente dal Medio Oriente, dall’Afghanistan e dall’Africa. Tutti nutrono la speranza di attraversare la Manica, spesso affidandosi ai trafficanti di esseri umani per cercare di entrare illegalmente nel Regno Unito. 

(Qui sotto un migrante all’interno di un camion viene scoperto dalla polizia francese)

La manifestazione ha preso corpo quando i camionisti in segno di protesta hanno guidato lentamente lungo la doppia corsia dell’autostrada. Poi, camion e trattori sono arrivati all’ingresso del tunnel sotto la Manica e hanno invaso anche il terminal da cui partono i traghetti nel porto di Calais. 

La catena umana, invece, ha bloccato la strada che conduce al porto dei traghetti, vicino allo stadio di calcio Stade de l’Epopee. All’inizio di quest’anno, le squadre di demolizione hanno smantellato alcune tende nel campo, come parte di uno sforzo indirizzato a chiuderlo.

Anche il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha dichiarato domenica 4 settembre che la decisione del governo sulla chiusura del campo è ancora in piedi. 

Intanto, i governi di Regno Unito e Francia si sono impegnati in una collaborazione reciproca per aumentare la sicurezza al porto di Calais, per migliorare la situazione umanitaria per le migliaia di persone senza casa e per il rimpatrio dei migranti irregolari. Inoltre, un gruppo di attivisti ha riferito di aver identificato 400 minori non accompagnati all’interno del campo, che potrebbero essere idonei per essere accolti in territorio britannico. 

Questi hanno esortato il governo del Regno Unito ad accogliere i bambini. La risposta del governo britannico non si è fatta attendere sottolineando come fosse già impegnato ad assegnare a 150 bambini una casa entro il 2016. 

La manifestazione di oggi è partita dall’iniziativa di un’associazione creata da agricoltori e commercianti della regione – Rassemblement pour le Calaisis – cui hanno aderito anche alcune associazioni di autotrasportatori. Essi chiedono all’unisono la chiusura della parte settentrionale della Giungla. 

La prefettura di Pas-de-Calais invita a non percorrere l’autostrada A16 tra Boulogne e Dunkerque durante l’intera giornata, evitando anche le strade statali e provinciali. Inoltre, invita a non viaggiare verso Calais se non è proprio indispensabile. Sono state attivate aree di parcheggio per veicoli pesanti sulle autostrade A16, A26 e A25.

Jean-Pierre Devigne, un alto funzionario in rappresentanza del più grande sindacato di autotrasportatori della Francia (FNTR), ha confermato che i camion e i trattori stanno convergendo su Calais attraverso l’autostrada A16 da Dunkerque e Boulogne. 

Parlando in un programma radio della BBC, il funzionario ha precisato che: “Vogliamo guidare lentamente sull’A16 da Dunkerque a Calais. Due presidi di persone sono previsti rispettivamente a Dunkerque e Boulogne, per poi convergere su Calais. Anche gli agricoltori si uniranno a noi lungo la strada. Siamo determinati nel dimostrare che non siamo affatto soddisfatti della situazione attuale”. 

Alla domanda se avrebbero mantenuto il blocco per giorni, Devigne ha risposto: “Sì. Siamo determinati a rimanere in autostrada per il tempo che ci serve. I camionisti vogliono una data precisa per lo smantellamento del campo, che ospita fino a 10mila rifugiati e migranti. Sono sempre più frequenti gli assalti di molti di loro ai camion diretti verso la Gran Bretagna”. 

“Siamo in attesa di una risposta alle nostre domande inoltrate alle autorità francesi. Ma non abbiamo ottenuto alcuna data precisa”. 

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