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La Camera dei Lord britannica ha votato contro il governo per proteggere i diritti dei cittadini Ue

La sconfitta del governo alla Camera Alta non ostacola di fatto la procedura Brexit, ma la rallenta

Di Maurizio Carta
Pubblicato il 2 Mar. 2017 alle 07:29 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:40
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Immagine di copertina

La Camera dei Lord ha votato contro il disegno di legge presentato dal governo che autorizza l’uscita del Regno Unito dalla Unione europea. L’emendamento, che richiede che siano garantiti i diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, ha ottenuto 358 voti a favore e 256 contro. Riguarda, in via approssimativa, circa 3 milioni di persone. 

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Questa sconfitta all’interno della Camera Alta non ostacola di fatto la procedura Brexit, ma introduce la richiesta che entro tre mesi siano introdotte misure per rendere uguali i diritti di cittadinanza delle persone provenienti da paesi Ue già residenti nel paese.

Il disegno di legge dovrà tornare alla Camera dei Comuni, che nella prima lettura proposta dal governo l’aveva approvato senza emendamenti. 

Su questo punto il governo Tory aveva garantito che tali diritti sarebbero stati rispettati all’interno di un accordo di reciprocità, ossia con le stesse garanzie per oltre un milione di cittadini britannici sparsi nel continente europeo.  

Se la Camera dei Comuni voterà a favore dell’emendamento presentato dai Lords, allora la procedura si allungherà considerando la nuova discussione. In ogni caso è questa camera “elettiva” ad avere la meglio, in virtù del fatto di essere democraticamente eletta e avendo comunque l’ultima parola.

Tramonta l’ipotesi di poter annunciare la partenza dei negoziati sul divorzio già dal prossimo vertice Ue del 9 e 10 marzo. 

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