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Cacao, prezzo aggiuntivo sulla merce per combattere la povertà

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 16 Set. 2019 alle 19:39 Aggiornato il 17 Set. 2019 alle 14:43
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Costa d’Avorio e Ghana, i maggiori esportatori mondiali di cacao, hanno concordato di vendere le merci con un prezzo aggiuntivo di 400 dollari a tonnellata rispetto al prezzo.

Lo schema mira a lavorare con i produttori di cioccolata di tutto il mondo per assicurarsi che gli agricoltori non vivano in povertà.

La Costa d’Avorio e il Ghana producono due terzi delle fave di cacao del mondo, ma il prezzo instabile del raccolto spesso implica che i coltivatori, molti dei quali sono piccoli agricoltori, devono accettare prezzi bassi.

L’accordo per imporre quella che viene definita una somma differenziale del reddito vivente entrerà in vigore dal prossimo anno.

Il produttore di cioccolato francese Cemoi ha confermato che acquisterà cacao dalla Costa d’Avorio e pagherà 400 dollari in più alla tonnellata, e si dice che attori globali nel settore, Sucden, Barry Callebaut, Cargill e Olam abbiano fatto accordi simili.

I commercianti hanno avvertito che il sistema potrebbe ritorcersi contro se dovesse incoraggiare un surplus di colture, il che ridurrebbe i prezzi.

L’accordo è l’ultimo di una serie di tentativi per combattere la povertà tra i coltivatori di cacao africani.

Il prezzo del cacao scambiato in Europa ha toccato un massimo di un anno a luglio, poiché i mercati hanno anticipato l’accordo sui prezzi da parte dei produttori dell’Africa occidentale.