Mentire ci rende sempre più insensibili alle nostre bugie

Da uno studio dello University College di Londra emerge come le bugie ci rendano man mano meno disturbati dal senso di colpa delle nostre menzogne

Di TPI
Pubblicato il 23 Dic. 2016 alle 11:19 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:47
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Immagine di copertina

Tutti mentiamo. A volte lo facciamo “a fin di bene”, ma il problema si pone quando il mentire diventa una costante nelle nostre vite. Da uno studio, condotto dai ricercatori dello University College di Londra (UCL) e pubblicato dalla rivista Nature Neuroscience, emerge come il raccontare bugie produca cambiamenti nel nostro cervello. 

Per lo studio, i ricercatori hanno scansionato il cervello degli ottanta partecipanti in quelle situazioni nelle quali avrebbero potuto mentire per ottenere un beneficio personale. Quando i soggetti raccontavano una bugia, veniva attivata l’amigdala, un’area del cervello associata alle emozioni (specialmente alla paura) e al processo decisionale. 

Tali Sharot, ricercatore in psicologia sperimentale e co-autore dello studio, spiega come l’amigdala, quando mentiamo, produca una sensazione negativa, capace di limitare il grado delle bugie raccontate. Questo processo di limitazione diminuisce a mano a mano che continuiamo a mentire, e si amplia dunque il margine delle bugie considerate accettabili. Ecco come le innocenti insincerità si trasformano in grandi menzogne. 

Secondo un altro studio dell’Università del Massachusetts, pubblicato dal quotidiano spagnolo La Vanguardia, il 60 per cento dei partecipanti ha mentito almeno una volta in una conversazione di dieci minuti e ha raccontato una media di due/tre bugie. Le persone raccontano un numero considerevole di menzogne nella loro vita quotidiana, spiega Robert S. Feldman, uno degli psicologi che ha monitorato lo studio.

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