Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:41
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il Regno Unito vuole impedire la libera circolazione dei lavoratori dopo la Brexit

Immagine di copertina
Credit: Reuters

Il governo ha intenzione di implementare regole proprie sull'immigrazione dopo l'uscita del paese dall'Ue

Quando il Regno Unito lascerà l’Unione Europea, i lavoratori non potranno più circolare liberamente tra le due sponde della Manica.

“La libera circolazione dei lavoratori finirà quando lasceremo l’Unione europea nella primavera del 2019”, ha detto alla Bbc Brandon Lewis, ministro dell’immigrazione britannico.

Il politico conservatore ha anche annunciato che entro quella data Downing Street implementerà un nuovo sistema di regole a riguardo.

“Una volta lasciata l’Unione, il governo applicherà regole proprie sull’immigrazione e stabilirà nuovi requisiti che soddisfino le esigenze delle imprese del Regno Unito, ma anche di una società più aperta”, ha aggiunto la ministra dell’Interno Amber Rudd in un’intervista al quotidiano britannico Financial Times.

Il Regno Unito dovrà lasciare l’Unione europea entro marzo 2019. Nel frattempo negozierà un accordo che sani la sua posizione debitoria nei confronti di Bruxelles e un altro che preveda regole certe per i successivi rapporti con quegli stati che ancora fanno parte dell’Ue.

La libera circolazione dei lavoratori è una delle quattro libertà di cui beneficiano i cittadini dell’Unione. Essa include i diritti di ingresso, circolazione e soggiorno dei lavoratori e dei loro familiari e quello di svolgere un’attività lavorativa in un altro stato membro, nonché di essere trattati alla stessa stregua dei cittadini di quel paese.

Questo diritto, sancito dall’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, implica l’abolizione di qualsiasi discriminazione – fondata sulla nazionalità – tra i lavoratori degli stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro.

In base a dati Eurostat, alla fine del 2012 il 2,8 per cento dei cittadini europei, almeno 15 milioni di persone, soggiornava in uno stato membro diverso da quello di cui aveva la cittadinanza.

LEGGI ANCHERyanair minaccia di sospendere i voli con il Regno Unito dopo la Brexit

LEGGI ANCHECosa è cambiato davvero un anno dopo la Brexit

Ti potrebbe interessare
Esteri / Libano: Israele ordina l’evacuazione della città e dei sobborghi di Tiro
Esteri / Nato: gli Usa ritireranno truppe, caccia e sottomarini dall’Europa. Ma resta lo scudo nucleare
Esteri / Israele sta portando avanti il piano di emigrazione “volontaria” dei palestinesi da Gaza
Ti potrebbe interessare
Esteri / Libano: Israele ordina l’evacuazione della città e dei sobborghi di Tiro
Esteri / Nato: gli Usa ritireranno truppe, caccia e sottomarini dall’Europa. Ma resta lo scudo nucleare
Esteri / Israele sta portando avanti il piano di emigrazione “volontaria” dei palestinesi da Gaza
Esteri / Libano: 33 morti e 41 feriti negli ultimi raid di Israele
Esteri / La prima enciclica di Leone XIV: “L’Intelligenza artificiale non deve oscurare la dignità umana”
Esteri / Palestinesi costretti a demolire le proprie case per far posto a un parco a tema israeliano
Esteri / L’appello dell’editore del “New York Times” ai media Usa: “Resistete a Trump”
Esteri / Gaza: 5 morti in un raid aereo di Israele nel centro della Striscia
Esteri / I voli estivi sono salvi nonostante Hormuz: “Nessuna carenza di carburante almeno fino all’autunno”
Esteri / Donald Trump si sottopone al terzo checkup in 13 mesi: “Sto benissimo”