Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 17:57
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Il Regno Unito vuole impedire la libera circolazione dei lavoratori dopo la Brexit

Immagine di copertina
Credit: Reuters

Il governo ha intenzione di implementare regole proprie sull'immigrazione dopo l'uscita del paese dall'Ue

Quando il Regno Unito lascerà l’Unione Europea, i lavoratori non potranno più circolare liberamente tra le due sponde della Manica.

“La libera circolazione dei lavoratori finirà quando lasceremo l’Unione europea nella primavera del 2019”, ha detto alla Bbc Brandon Lewis, ministro dell’immigrazione britannico.

Il politico conservatore ha anche annunciato che entro quella data Downing Street implementerà un nuovo sistema di regole a riguardo.

“Una volta lasciata l’Unione, il governo applicherà regole proprie sull’immigrazione e stabilirà nuovi requisiti che soddisfino le esigenze delle imprese del Regno Unito, ma anche di una società più aperta”, ha aggiunto la ministra dell’Interno Amber Rudd in un’intervista al quotidiano britannico Financial Times.

Il Regno Unito dovrà lasciare l’Unione europea entro marzo 2019. Nel frattempo negozierà un accordo che sani la sua posizione debitoria nei confronti di Bruxelles e un altro che preveda regole certe per i successivi rapporti con quegli stati che ancora fanno parte dell’Ue.

La libera circolazione dei lavoratori è una delle quattro libertà di cui beneficiano i cittadini dell’Unione. Essa include i diritti di ingresso, circolazione e soggiorno dei lavoratori e dei loro familiari e quello di svolgere un’attività lavorativa in un altro stato membro, nonché di essere trattati alla stessa stregua dei cittadini di quel paese.

Questo diritto, sancito dall’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, implica l’abolizione di qualsiasi discriminazione – fondata sulla nazionalità – tra i lavoratori degli stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro.

In base a dati Eurostat, alla fine del 2012 il 2,8 per cento dei cittadini europei, almeno 15 milioni di persone, soggiornava in uno stato membro diverso da quello di cui aveva la cittadinanza.

LEGGI ANCHERyanair minaccia di sospendere i voli con il Regno Unito dopo la Brexit

LEGGI ANCHECosa è cambiato davvero un anno dopo la Brexit

Ti potrebbe interessare
Esteri / La principessa d’Olanda rinuncia all’indennità da 1,6 milioni di euro: “Non li merito”
Esteri / Concluso l’incontro tra Biden e Putin. Il presidente Usa: “Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”
Esteri / Usa, lite per la mascherina: cliente spara e uccide la cassiera di un supermercato
Ti potrebbe interessare
Esteri / La principessa d’Olanda rinuncia all’indennità da 1,6 milioni di euro: “Non li merito”
Esteri / Concluso l’incontro tra Biden e Putin. Il presidente Usa: “Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”
Esteri / Usa, lite per la mascherina: cliente spara e uccide la cassiera di un supermercato
Esteri / Il nuovo Governo di Israele bombarda la Striscia di Gaza dopo il lancio di palloni incendiari
Esteri / La Nato per contare ancora ha bisogno di un nemico: Biden ne ha trovato uno (di G. Gramaglia)
Esteri / L'Ungheria vieta la "promozione dell'omosessualità ai minori"
Esteri / Ikea condannata in Francia per aver fatto spiare lavoratori e clienti
Esteri / Gemelle sposano lo stesso uomo: “Stiamo provando a restare incinte nello stesso momento”
Esteri / New York, fattorino accoltellato mentre è in bici termina la consegna prima di andare in ospedale
Esteri / L’Afghanistan è senza vaccini, e i bambini pagano il prezzo dell’egoismo dei paesi ricchi