Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Brasile, sostenitori di Bolsonaro mettono a ferro e fuoco la capitale contestando il risultato delle elezioni

Immagine di copertina

In Brasile è in corso una vera e propria rivolta civile da parte dei sostenitori del presidente uscente Jair Bolsonaro, uscito sconfitto dalle ultime elezioni contro il candidato di sinistra Lula: incendi nelle strade, disordini, lanci di sassi e scontri con la polizia si sono verificati nella capitale. Bolsonaro si è rifiutato di riconoscere il risultato delle urne e ha annunciato un ricorso, poi respinto dalla Corte suprema elettorale, basato su un presunto conteggio errato delle schede elettroniche. I suoi elettori più incalliti hanno riversato la loro rabbia nelle strade, in particolare dopo l’arresto di Acacio Serere Xavante, incarcerato per “minacce e atti intimidatori contro lo stato di diritto democratico”: avrebbe sfruttato la propria posizione per invitare altre persone a “commettere crimini” attraverso le proteste e avrebbe organizzato diverse manifestazioni di “carattere antidemocratico” davanti all’albergo dove alloggia il presidente eletto Lula.

La polizia ha cercato di disperdere i manifestanti utilizzando gas lacrimogeni e proiettili di gomma, ma questi ultimi hanno risposto con cariche e bastoni. Diversi autobus e auto sono stati attaccati e dati alle fiamme, negli scontri è stata ferita almeno una persona, secondo le autorità. Molti sostenitori di Bolsonaro hanno invocato l’intervento dell’esercito per impedire a Lula di prendere il potere, con una cerimonia che avverrà formalmente il primo gennaio a Brasilia. La squadra del presidente eletto ha smentito le notizie che lo vedevano fuggito dall’hotel in elicottero. Il ministro della giustizia entrante del Brasile, Flavio Dino, ha twittato che la sicurezza di Lula “sarà garantita”. Impossibile non tracciare parallelismi con quanto avvenne il 6 gennaio 2021, quando sostenitori di Donald Trump assaltarono Capitol Hill aizzati dall’ex presidente Usa che non riconobbe il risultato delle elezioni che avevano portato alla Casa Bianca Joe Biden.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan