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Home » Esteri

I bombardamenti su Aleppo hanno lasciato due milioni di abitanti senza acqua

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Altre 25 persone sono morte questa mattina in un raid dell’aviazione dell’esercito siriano

Gli intensi raid aerei su Aleppo di venerdì 23 settembre hanno lasciato quasi due milioni di persone senza acqua.

L’Unicef ha fatto sapere che i terribili bombardamenti hanno danneggiato un acquedotto che fornisce acqua a circa 250mila persone nella parte orientale di Aleppo e le violenze stanno impedendo alle squadre di tecnici di raggiungere il luogo per la riparazione.

Per ritorsione, la stazione di pompaggio di Suleiman al Halabi, che si trova ad est, è stata disattivata, tagliando l`acqua a 1,5 milioni di persone nella parte occidentale della città controllata dalle forze governative

“Aleppo sta lentamente morendo, e il mondo è immobile a osservare. Aver tagliato l’acqua corrente è solo l’ultimo atto di disumanità”, ha accusato il vice direttore dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’infanzia Justin Forsyth.

Il portavoce dell’Unicef Kieran Dwyer ha lanciato l’allarme sul fatto che l’acqua venga utilizzata come arma di guerra da entrambe le parti e ha avvertito che la mancanza di acqua corrente potrebbe avere conseguenze “catastrofiche” perché adesso i residenti sono a rischio di bere acqua contaminata e in pericolo per il diffondersi di malattie.

I raid sono continuati anche nella mattina di sabato 24 settembre, con altre 25 vittime, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le truppe governative hanno cominciato anche le prime operazioni di terra per riprendere il controllo completo della città.

Prima dell’inizio del conflitto, Aleppo era la seconda città della Siria per importanza strategica – considerata un polo industriale e commerciale di riferimento – ma con la guerra la città è stata devastata da scontri tra le forze governative e i ribelli nella parte orientale a partire dalla metà del 2012. 

La tregua annunciata da Mosca e Washington il 12 settembre per fermare l’escalation di violenza è durata appena sette giorni. 

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