Il presidente Usa Donald Trump inaugura a Davos il suo Board of Peace: “Collaboreremo con l’Onu”
Alla cerimonia di firma sono intervenuti i rappresentanti di meno di 20 Paesi del mondo, tra cui il premier ungherese Viktor Orbán. "Può essere uno degli organismi più influenti di sempre”, ha però dichiarato il presidente Usa
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaugurato oggi a Davos, in Svizzera, il suo “Board of Peace”, assicurando che questo nuovo organismo, il cui statuto fondativo è stato firmato proprio al World Economico Forum, opererà “in coordinamento” con le Nazioni Unite.
La firma a Davos
“Abbiamo la pace in Medio Oriente”, ha dichiarato oggi Donald Trump durante la cerimonia per la firma dello statuto, a cui hanno partecipato i rappresentanti di meno di 20 Paesi del mondo, tra cui Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Argentina, Paraguay e Ungheria, compreso il premier Viktor Orbán. Ma chi sono i partecipanti? Se la presidenza spetta agli Stati Uniti, ad oggi tra i Paesi membri figurano: Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Israele, Kazakistan, Kosovo, Kuwait, Marocco, Pakistan, Paraguay, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.
“Siamo davvero onorati della vostra presenza qui oggi”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, riferendosi ai presenti come a “leader molto popolari nella maggior parte dei casi, in altri non così tanto”. Il numero totale dei firmatari però non supera la trentina e non include alcuna nazione dell’Europa occidentale, preoccupate per l’idea di un comitato dedicato alla pace che potrebbe coinvolgere avversari come la Russia, attualmente in guerra con l’Ucraina da quasi quattro anni.
Affiancato da politici e diplomatici di alto livello, Trump non si è infatti limitato a parlare di Gaza, l’area di cui il Board dovrebbe occuparsi principalmente, ma ha allargato lo sguardo anche ad altri conflitti che afferma di aver risolto o di essere in procinto di risolvere. “Congratulazioni Presidente Trump, la Carta è ora in vigore e il Consiglio per la pace è ora un’organizzazione internazionale ufficiale”, ha concluso Karoline Leavitt, portavoce della Casa bianca, alla fine della cerimonia”.
Inizialmente concepito come ente deputato a supervisionare l’attuazione del piano statunitense per Gaza, nel suo “statuto”, il Board of Peace prevede un mandato molto più ampio, che potrebbe vederlo coinvolto nella gestione di altri conflitti. Gaza, ha esordito oggi Donald Trump, è il luogo in cui “ha avuto realmente inizio” ma “penso che potremo estenderlo ad altri ambiti”. “Una volta che il Consiglio sarà completamente formato, saremo in grado di fare praticamente ciò che vogliamo e lo faremo in coordinamento con le Nazioni Unite”, ha aggiunto, criticando nuovamente l’Onu per non aver “sfruttato” appieno il “grande potenziale” a sua disposizione.
Da Gaza al resto del mondo
“Abbiamo mantenuto con grande impegno il cessate il fuoco a Gaza”, ha dichiarato il magnate newyorkese. “Non si sentono più storie di persone che muoiono di fame”, ha aggiunto, ricordando che ora gli aiuti affluiscono nel territorio costiero palestinese.
“Ci impegniamo a garantire che Gaza sia smilitarizzata, governata correttamente e ricostruita in modo impeccabile”, ha proseguito. “Sarà un piano grandioso”. La guerra nella Striscia, ha detto il presidente Usa, “sta volgendo al termine”, anche se restano “piccoli incendi” che devono essere spenti. Hamas, ha continuato, rispetterà probabilmente i suoi impegni ma se non lo farà – perché “sono nati con i fucili in mano” – verrà distrutta. “Devono rinunciare alle armi, altrimenti sarà la loro fine”, ha ribadito Trump, secondo cui in questo senso “molti Paesi” si sono detti disposti a “intervenire”. Allo stesso modo, ha sottolineato, bisogna affrontare la questione di Hezbollah in Libano, una sfida che però ha definito solo un “piccolo residuo” rispetto al passato.
Per quanto riguarda la vicina Siria invece, ha rimarcato i “progressi enormi” del nuovo governo di Ahmed Al-Sharaa: “Sta lavorando molto, molto duramente e pensiamo che riuscirà a mettere insieme tutti i pezzi”, ha osservato il presidente Usa. Sull’Iran infine, ha ricordato la “grande vittoria per l’obiettivo della pace” raggiunta con la guerra di giugno condotta insieme a Israele contro la Repubblica islamica che ne avrebbe annichilito il programma nucleare. Ma non finisce qui.
Il neo-costituito Board of Peace infatti, nelle intenzioni dell’inquilino della Casa bianca, “ha la possibilità di essere uno degli organismi più influenti di sempre”. Questo organismo “potrà estendersi ad altri ambiti” una volta che avuto successo a Gaza. “Possiamo fare molte altre cose”, ha detto Trump. “Possiamo fare praticamente tutto ciò che vogliamo e lo faremo in collaborazione con le Nazioni Unite”. La combinazione tra il Board of Peace e l’Onu, ha aggiunto, “può rappresentare qualcosa di davvero unico per il mondo”.
Intervenendo alla cerimonia di firma, il segretario di stato Usa Marco Rubio ha definito il nuovo ente un “consiglio d’azione”, che ”servirà da esempio di ciò che è possibile fare in altre parti del mondo senza perdere di vista ciò che ci aspetta in questo momento”. “Congratulazioni Presidente Trump, la Carta è ora pienamente in vigore e il Consiglio per la pace è ora un’organizzazione internazionale ufficiale”, ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, durante la cerimonia della firma.