Covid ultime 24h
casi +20.499
deceduti +253
tamponi +325.404
terapie intensive +26

Un bambino palestinese di otto mesi muore soffocato dal gas lacrimogeno

L'episodio è accaduto vicino Betlemme. Da inizio ottobre 69 palestinesi e sette israeliani sono morti nelle violenze

Di TPI
Pubblicato il 31 Ott. 2015 alle 13:56 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:24
0
Immagine di copertina

Un neonato di otto mesi, Ramadan Mohammed Faisal Thawabta, è morto soffocato a causa dell’inalazione di gas lacrimogeno lanciato dalle forze armate israeliane durante gli scontri a Beit Fajjar, un villaggio vicino a Betlemme nella giornata di venerdì 30 ottobre.

A un mese dall’inizio delle tensioni, le violenze fra israeliani e palestinesi non sembrano diminuire. Tra il 30 e il 31 ottobre sarebbero quattro i palestinesi uccisi dalle forze israeliane. Un altro sarebbe gravemente ferito. Molti altri hanno riportato ferite in seguito agli scontri avvenuti durante le ultime proteste in Cisgiordania e nella striscia di Gaza. 

Il ministro della sanità palestinese ha comunicato che nei pressi di un posto di controllo a sud di Nablus, una delle più grandi città in Cisgiordania, anche un ragazzo palestinese di 20 anni, Qasem Sabaana è morto, mentre uno di 17, di cui non è ancora noto il nome, è stato ferito. 

Secondo un giornalista della rete televisiva araba Al Jazeera, che ha assistito allo scontro, la polizia avrebbe sparato almeno sette colpi contro il palestinese che ora è ricoverato in ospedale. 

La polizia israeliana sostiene che i due ragazzi si sarebbero avvicinati al posto di controllo in moto e portando dei coltelli. 

Un altro ragazzo palestinese è morto, venerdì 30 ottobre a Gerusalemme, per le ferite riportate in uno scontro avvenuto nella mattinata. 

Nella zona di occupazione a est di Gerusalemme, un agente di sicurezza delle ferrovie ha sparato a un palestinese che, secondo quanto afferma la polizia, avrebbe aggredito un colono israeliano. 

Vicino a un posto di controllo in Cisgiordania, nella mattinata del 31 ottobre, le forze di sicurezza israeliane avrebbero sparato a un palestinese, che, secondo la polizia israeliana, si sarebbe avventato su di loro brandendo un coltello. 

Amnesty International rilasciato un comunicato chiedendo alle forze israeliane di porre fine a quelle che vengono definite “uccisioni illegali”. Secondo Amnesty International poliziotti e militari israeliani “sembrano sempre più inclini a usare la forza letale contro chiunque essi percepiscano come una minaccia, senza accertarsi se la minaccia sia reale”.

Dall’inizio degli scontri, cominciati il primo ottobre 2015, 69 palestinesi e sette israeliani sarebbero morti secondo quanto riportato dalla rete televisiva araba Al Jazeera.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.