Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 13:25
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Stati Uniti, perché i bambini migranti vengono separati dalle famiglie al confine

Immagine di copertina
AFP PHOTO / US CUSTOMS AND BORDER PROTECTION/HANDOUT

Quasi duemila minori sono stati separati dai genitori al confine a causa delle politiche migratorie del presidente Donald Trump

Bambini migranti separati famiglie | Stati Uniti | Usa

Tra il 19 aprile e il 31 maggio 2018 quasi duemila bambini sono stati separati dalle loro famiglie dopo che queste hanno varcato il confine statunitense illegalmente, secondo quanto riportato dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti.

I gruppi di attivisti che proteggono i migranti sostengono che il numero sia ancora più alto e che le prime separazioni siano da far risalire a luglio 2017. I bambini più piccoli hanno 18 mesi.

Le separazioni sono una diretta conseguenza della politica di “tolleranza zero” nei confronti dei migranti irregolari voluta dal presidente Donald Trump.

Con la nuova politica dell’amministrazione Trump, ogni migrante che attraversa il confine in modo illegale, anche coloro che hanno intenzione di chiedere asilo negli Stati Uniti, deve essere sottoposto a procedimento penale.

Questa politica è stata criticata dalla moglie del presidente degli Stati Uniti, Melania Trump (qui cosa ha detto).

Nel 2014, con il boom dei migranti provenienti dall’America centrale, l’amministrazione Obama aveva disposto la detenzione delle famiglie, e questo aveva suscitato forti critiche.

La Corte federale nel 2015 ha disposto il divieto per il governo di detenere le famiglie per mesi senza spiegazioni.

Le famiglie venivano quindi rilasciate in attesa che la loro situazione fosse definita dai tribunali. Non tutti, però, poi si presentavano alle udienze. Per questo Trump ha definito questo sistema “cattura e rilascia”.

Cosa succede ai bambini dopo essere stati separati dalle famiglie?

Dopo essere stati separati dai genitori, i bambini vengono affidati entro 72 ore dalle guardie di frontiera all’ORR.

Da quel momento vengono considerati come “minori stranieri non accompagnati”, una categoria che in genere si riferisce ai minori che arrivano al confine statunitense da soli.

I bambini vengono ospitati in strutture gestite dal governo e trascorrono settimane o mesi mentre i funzionari cercano parenti o sponsor che siano pronti a prendersene cura mentre la loro richiesta di asilo è pendente dinanzi al tribunale.

Come mostra un video del Guardian, in queste strutture centinaia di bambini aspettano di conoscere il loro destino in gabbie con il pavimento di cemento, lontani dalle loro famiglie.

I bambini possono avere libri o giocattoli, ma Colleen Kraft, presidente dell’American Academy of Pediatrics, sostiene che siano angosciati e che separare i minori dalle famiglie “va contro tutto ciò per cui lottiamo come pediatri”.

Che possibilità ci sono che i bambini si riuniscano alle famiglie?

Non esiste un sistema chiaro per riunire le famiglie, come hanno denunciato gruppi di attivisti e di avvocati che si occupano di migranti.

I difensori dei bambini, a loro volta, hanno riscontrato delle difficoltà ad argomentare le richieste di asilo perché sono proprio i genitori ad avere le informazioni sul motivo per cui la famiglia stia fuggendo dal suo paese d’origine.

Inoltre, se i genitori vengono rimpatriati, non esiste un modo per assicurarsi che i figli vengano nuovamente affidati loro.

I singhiozzi dei bambini

Nelle ultime ore è stato diffuso un audio in cui si sente il pianto disperato di 10 bambini provenienti dall’America centrale e separati dai loro genitori dalle autorità che sorvegliano il confine con gli Stati Uniti.

Molti di loro sembrano piangere così forte che riescono a malapena a respirare. Gridano “Mami” e “Papá” ancora e ancora, come se fossero le uniche parole che conoscono.

A un certo punto si sente un funzionario scherzare con uno dei bambinii n lacrime: “Abbiamo un’orchestra qui”.

Poi una bambina salvadoregna di 6 anni, sconvolta ma decisa, chiede ripetutamente a qualcuno di chiamare sua zia. Solo una chiamata, implora chiunque ascolti. Dice che ha memorizzato il numero di telefono.

Leggi anche: Migranti, l’atroce audio del pianto dei bambini separati forzatamente dai loro genitori al confine Usa

Leggi anche: Melania Trump critica la politica sui migranti di suo marito

Ti potrebbe interessare
Esteri / Teologo musulmano critica i completi delle pallavoliste turche: “Siete sultani della fede, non dello sport”
Esteri / Variante Delta, Fauci: “Vaccinati o no, la contagiosità dei positivi è identica”
Esteri / Obbligo di vaccino per i dipendenti Google e Facebook
Ti potrebbe interessare
Esteri / Teologo musulmano critica i completi delle pallavoliste turche: “Siete sultani della fede, non dello sport”
Esteri / Variante Delta, Fauci: “Vaccinati o no, la contagiosità dei positivi è identica”
Esteri / Obbligo di vaccino per i dipendenti Google e Facebook
Esteri / A che punto è la crisi politica in Tunisia: Said licenzia 20 alti funzionari di governo
Economia / Effetto Covid, per tornare in ufficio i lavoratori londinesi chiedono un aumento di stipendio
Esteri / In Germania è iniziata ufficialmente la quarta ondata di Covid
Esteri / Influencer di giorno, narcotrafficante di notte: arrestata la 19enne "Miss Cracolandia"
Esteri / San Marino, raggiunta l’immunità di gregge (con lo Sputnik)
Esteri / Cade da una gru durante un video in diretta: morta a 23 anni la star di TikTok Xiao Qiumei
Esteri / Ora Bezos vuole la Luna: proposto alla Nasa lo sviluppo di un lander lunare