Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Lydia muore a tre settimane schiacciata nel sonno dal padre di 114 chili

Immagine di copertina

Bambina schiacciata dal padre di 114 chili: muore a sole tre settimane

Una bambina è stata schiacciata da suo padre nel sonno. Aveva solo tre settimane di vita.

“Non avevamo nessuna intenzione di far dormire nostra figlia nel lettone ma verso le 3.30 di notte Lydia si è svegliata e piangeva e cosi abbiamo deciso di farla stare tra noi” così Tom Coomer e Ebony-Jade Pearson raccontano la tragica decisione che ha portato alla drammatica morte della loro bambina di appena 3 settimane di vita, trovata morta la mattina seguente con la testa schiacciata sotto la schiena del padre.

“È colpa mia, l’ho schiacciata io, non c’è altra spiegazione” ha sempre sostenuto il padre della piccola sottolineando la sua stazza di 1,80 metri per 114 chilogrammi.

Una tesi confermata anche dalla moglie che ha raccontato: “Io Non bevo alcolici ma fumo. Io e Tom fumiamo entrambi cannabis e l’ho fumata tre volte da quando ho portato Lydia a casa e l’ultima volta è stata tre giorni prima. Ma non abbiamo mai fumato all’interno dell’appartamento”.

Il dramma che risale al settembre di tre anni fa è stato ricostruito in queste ore dall’inchiesta della polizia britannica dove vive la famiglia. Una tesi che però non convince gli esperti medico legali secondo i quali non ci sono prove sufficienti per dire che la morte di Lydia sia stata causata dall’asfissia.

“Ciò che affermano i genitori può essere vero, ma non ho visto alcuna prova sostanziale dagli esami  post mortem sufficiente a confermarla come causa del decesso” ha spiegato il medico legale incaricato dagli inquirenti che non è riuscito a individuare una causa di morte certa per la piccola definendola semplicemente una morte nel sonno.

La piccola Lydia è stata ritrovata la mattino “blu e pallida” dai genitori che hanno subito chiamato i servizi di emergenza. “Lydia era schiacciata sotto la sua schiena, ho svegliato io Tom, dicendogli che la stava schiacciando, e l’ho mandato in cerca di aiuto” ha raccontato la mamma.

La neonata è stata portata di corsa al Royal Stoke University Hospital, ma i medici non hanno potuto fare nulla per lei e ne hanno dovuto dichiarare il decesso poco dopo.

Leggi anche:

> Credono di adottare una bimba di 6 anni: scoprono che è una 19enne sociopatica affetta da nanismo
Ti potrebbe interessare
Esteri / La protesta di Nemo, vincitore dell'Eurovision 2024: "Restituisco il trofeo per la mancata esclusione di Israele"
Esteri / Eileen Higgins è la nuova sindaca di Miami: è la prima volta di una Democratica dal 1997
Esteri / L'Australia è il primo paese al mondo a vietare i social agli under 16
Ti potrebbe interessare
Esteri / La protesta di Nemo, vincitore dell'Eurovision 2024: "Restituisco il trofeo per la mancata esclusione di Israele"
Esteri / Eileen Higgins è la nuova sindaca di Miami: è la prima volta di una Democratica dal 1997
Esteri / L'Australia è il primo paese al mondo a vietare i social agli under 16
Esteri / Elena Basile a TPI: “La guerra ha ridotto l’Europa al vassallaggio. Bisogna rifondare l’Ue”
Esteri / Terre rare e altre materie critiche: la pistola della Cina puntata alla testa degli Stati Uniti
Esteri / Sudan Connection: la geopolitica del massacro tra oro, armi e interessi internazionali
Esteri / L’esperta del Gruppo di Lavoro Onu contro le Sparizioni Forzate Aua Baldé a TPI: “Le vittime registrate in Sudan non sono nemmeno la punta dell’iceberg”
Esteri / Il genocidio in Sudan di cui non parla nessuno
Esteri / La corsa della Cina alla supremazia tecnologica globale
Esteri / Il direttore del programma di Emergency in Sudan, Matteo D’Alonzo, a TPI: “Si combatte di casa in casa, persino tra familiari. E anche con i droni”