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Le autorità americane hanno formalizzato le accuse contro l’attentatore di New York e New Jersey

Ahmad Rahami è accusato di aver utilizzato armi di distruzione di massa e bombe in luoghi pubblici, di tentato omicidio e porto d’armi illegale

Di TPI
Pubblicato il 21 Set. 2016 alle 10:28 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:40
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Immagine di copertina

Le autorità degli Stati Uniti hanno formalmente accusato Ahmad Khan Rahami, il giovane americano di origini afghane arrestato nel corso delle indagini sulle bombe a New York e in New Jersey di aver utilizzato armi di distruzione di massa e bombe in luoghi pubblici.

Trentuno persone sono rimaste ferite nello scoppio di un ordigno domenica 18 settembre nel quartiere di Chelsea a Manhattan. Un altro era esploso nel corso della stessa giornata in New Jersey, ma non aveva causato feriti.

L’uomo era già stato accusato dalle autorità del New Jersey di tentato omicidio e porto d’armi illegale dopo il conflitto a fuoco avvenuto con la polizia che lo ha arrestato lunedì 19 settembre a Liden.

La documentazione consegnata dai procuratori ha anche fatto maggior chiarezza sulle motivazionie gli obiettivi di Rahami.

Nel diario scritto dal giovane, gli inquirenti hanno trovato apprezzamenti per Osama bin Laden, per l’imam americano-yemenita Anwar al-Awlaki, ucciso da un drone degli Stati Uniti in Yemen il 30 settembre del 2011 e per Nidal Hasan, il medico militare americano autore della strage di Fort Hood, la base militare del Texas in cui nel 2009 furono uccise 13 persone.

In un altro passaggio del diario Rahami scriveva: “Il rumore delle bombe sarà sentito nelle strade. Colpi per la vostra polizia. Morte per la vostra oppressione”. E ancora: “Voi (il governo degli Stati Uniti ndr) continuate la strage contro i mujahideen e i guerrieri santi, siano essi in Afghanistan, Iraq, Sham (Siria ndr), Palestina”.

Secondo le autorità Rahami stava pianificando da mesi l’attacco. Aveva acquistato alcuni materiali per costruire le bombe su eBay ed era stato filmato da un parente mentre dava fuoco a “materiale infiammabile” dentro un cassonetto.

Delle indagini della polizia è emerso che aveva lavorato come guardia non armata per alcune compagnie di sicurezza private, inclusa una che forniva servizi all’Associated Press.

Il capo della sicurezza della Ap, Danny Spriggs, ha riferito che Rahami ingaggiava spesso con i colleghi lunghe discussioni politiche, esprimendo simpatia per i Taliban e disprezzo per l’azione militare in Afghanistan.

Anche l’Fbi era a conoscenza delle posizioni estremiste di Rahami, perché avevano già indagato su di lui nel 2014 in seguito a una segnalazione del padre, ma in quell’occasione non era stato trovato alcun elemento contro di lui “né alcun legami con il terrorismo”, afferma l’Fbi.

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