Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gli Usa già dialogano con i talebani: incontro segreto fra il direttore della Cia e il leader Baradar

Immagine di copertina
Il direttore della Cia, William Burns, e il leader talebano Abdul Ghani Baradar

Il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader dei talebani, Abdul Ghani Baradar. I due si sono visti ieri, lunedì 23 agosto 2021, mentre nella capitale dell’Afghanistan gli Stati Unit stanno gestendo le complesse operazioni di evacuazione dal Paese, tornato da nove giorni sotto il controllo del gruppo fondamentalista islamico. A rivelare l’incontro è il quotidiano statunitense Washington Post, che cita come fonte un ufficiale statunitense sentito in via anonima.

La Cia, l’agenzia di intelligence degli Usa, non ha commentato l’indiscrezione. Nel faccia a faccia Burns e Baradar hanno presumibilmente discusso della data di ritiro definitivo delle truppe occidentali dall’Afghanistan.

In base all’accordo raggiunto fra Stati Uniti e talebani, la smobilitazione dovrebbe concludersi entro il 31 agosto, ma sono ancora decine di migliaia gli afghani e gli stranieri da portare oltre confine. Le cancellerie europee – in particolare Londra, Parigi e Berlino – sono in pressing sul presidente americano, Joe Biden, per un rinvio della scadenza, ma i talebani hanno avvertito che, in tal caso, ci saranno conseguenze.

Baradar, cofondatore dei talebani, è considerato il nuovo presidente de facto dell’Afghanistan, dopo che il gruppo fondamentalista islamico ha ripreso il controllo del Paese, lo scorso 15 agosto.

Era il braccio destro del Mullah Omar, lo storico capo del movimento morto nel 2013 per tubercolosi. Nel 2010 era stato catturato in Pakistan in un’operazione congiunta fra l’Isi, il servizio segreto pakistano, e la Cia, ma nell’ottobre 2018 gli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump lo hanno rimesso in libertà affidandogli il compito di mediare l’accordo con i talebani per l’uscita di scena degli Usa.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Giorgia Meloni arriva Kiev: “L’Italia, l’Europa e il G7 al fianco della resistenza ucraina”
Esteri / Ma l’America ha lasciato sola l’Europa in Ucraina
Esteri / Elena Basile a TPI: “La tregua in Ucraina è ancora possibile”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Giorgia Meloni arriva Kiev: “L’Italia, l’Europa e il G7 al fianco della resistenza ucraina”
Esteri / Ma l’America ha lasciato sola l’Europa in Ucraina
Esteri / Elena Basile a TPI: “La tregua in Ucraina è ancora possibile”
Esteri / L’ora della diplomazia in Ucraina, l’ex ambasciatore Francesco Bascone a TPI: “Dobbiamo tornare a trattare”
Esteri / Il tempo dell’insicurezza: dall’Ucraina a Gaza ormai a prevalere è la legge del più forte
Esteri / Gaza, il bilancio dei morti sale a 29.606 vittime. Consiglio Onu per i diritti umani chiede embargo sulle armi a Israele
Esteri / Navalny, ultimatum alla madre: funerale segreto o sepoltura in carcere
Esteri / Ucraina: gli Usa annunciano la più grande serie di sanzioni contro la Russia dall’inizio della guerra
Esteri / Germania: via libera dal Bundestag alla liberalizzazione della cannabis
Esteri / È nata un’app di incontri riservata a persone molto benestanti: come funziona “Score”