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Una barca con a bordo alcuni migranti rohingya è naufragata in Bangladesh

Almeno 19 persone sono morte e 50 risultano disperse, mentre il segretario generale Onu parla della crisi dei rohingya come un “incubo umanitario”

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 28 Set. 2017 alle 20:55 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:24
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Immagine di copertina
Alcuni appartenenti alla comunità rohingya fuggono dalla Birmania via mare per raggiungere il Bangladesh. Credit: Afp

Le autorità del Bangladesh hanno riferito che almeno 19 persone sono annegate e 50 risultano disperse dopo che una barca con a bordo alcuni migranti rohingya in fuga dalla Birmania si è rovesciata al largo delle coste orientali del Bangladesh giovedì 28 settembre 2017. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa ReutersUn fotografo ha testimoniato di aver visto diversi corpi di bambini tra le vittime.

L’agenzia Onu per le migrazioni (Oim) ha pubblicato un tweet in cui scrive: “Sono annegati davanti ai nostri occhi”, citando una delle vittime sopravvissute al naufragio.

Intanto, in una relazione al Consiglio di sicurezza Onu, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha definito la violenza in atto in Birmania “l’emergenza di rifugiati che sta aumentando più velocemente nel mondo” e ha parlato di “un incubo umanitario”, come riporta la Bbc.

L’ufficiale di polizia bangladese Afrajul Hoque Tutu ha dichiarato a Reuters che erano almeno tre le barche in balìa delle onde al largo delle coste del paese asiatico durante la tragedia.

Il bilancio delle vittime del naufragio risulta ancora provvisorio, si temono infatti oltre 80 morti. Secondo alcuni sopravvissuti, l’imbarcazione trasportava oltre 130 persone.

La polizia bangladese ha riferito di essere riuscita a salvare quattro persone, due donne e due bambini rohingya che erano finiti in mare a seguito del naufragio. La maggior parte dei sopravvissuti è riuscita a raggiungere la spiaggia di Inani, nella città di Cox’s Bazar.

La città bangladese ha già visto l’arrivo di migliaia di rifugiati rohingya dalla vicina Birmania. Nelle ultime 48 ore infatti, almeno duemila rohingya sono arrivati in Bangladesh via mare, fuggendo dalla violenza dell’esercito birmano attuata nello stato di Rakhine.

I gruppi che lottano per il riconoscimento dei diritti della minoranza musulmana sostengono che siano oltre 502mila gli appartenenti a questa comunità ad aver raggiunto il paese asiatico nelle ultime settimane.

L’esodo dei rohingya

Le discriminazioni contro i rohingya in Birmania vanno avanti ormai da diverso tempo: fin dagli inizi degli anni Novanta decine di migliaia di persone sono scappate dai militari e dai nazionalisti buddisti al potere nel paese, rifugiandosi nel confinante Bangladesh, paese a maggioranza musulmana, e in alcuni casi attraversando il confine con l’India, paese a maggioranza indù.

La presenza di questa comunità in Bangladesh rappresenta una fonte di tensione tra le due nazioni asiatiche perché sia il governo di Dacca sia quello birmano li considerano cittadini stranieri.

A questa comunità il governo della Birmania nega infatti la cittadinanza. Nonostante le loro radici nella regione risalgano a diversi secoli fa, i rohingya sono ancora considerati dai cittadini birmani come immigrati clandestini provenienti dal vicino Bangladesh.

Se però sono oltre 500mila i rohingya giunti nel paese asiatico nelle ultime settimane, questa nazione, una delle più povere della regione, non può da sola far fronte all’emergenza in corso.

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