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250mila bambini uccisi o violentati in Colombia da quando è in vigore la tregua tra governo e Farc

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È quanto emerge da un rapporto dell'Unicef, secondo cui quasi nessun bambino colombiano sa che cosa vuol dire vivere in pace in questo paese

Dal 2013 a oggi le ostilità in Colombia hanno annientato la vita di 250mila bambini. Lo ha rivelato un rapporto delle Nazioni Unite diffuso domenica 20 marzo 2016.

Tra questi, quasi 300 bambini sono stati uccisi o feriti e circa mille sono stati reclutati o sfruttati da gruppi armati durante i colloqui di pace tra il governo colombiano e i ribelli delle Forze armate rivoluzionarie marxiste della Colombia (Farc).

“I negoziati di pace per porre fine a mezzo secolo di guerra in Colombia proseguono, ma rimane tuttavia fondamentale assicurare protezione e sicurezza ai bambini”, ha detto Roberto De Bernardi, rappresentante dell’Unicef in Colombia. “Nessun bambino colombiano sa che cosa vuol dire vivere in pace in questo paese”. 

I colloqui di pace fra il governo colombiano del presidente Juan Manuel Santos e i ribelli delle Farc hanno lo scopo di porre fine a cinque decenni di conflitti che hanno coinvolto anche i gruppi di destra paramilitare.

L’accordo è atteso per il prossimo 23 marzo, ma già a settembre del 2015 le due parti avevano trovato un accordo preliminare per porre fine al conflitto armato nel paese. Tuttavia, il confronto ha subìto spesso una battuta d’arresto sui dettagli di un’eventuale tregua, secondo quanto precisato dalle parti coinvolte nella negoziazione. 

I colloqui di pace hanno certamente contribuito a ridurre il numero di bambini uccisi, feriti o sfollati, ma la violenza diffusa ha continuato ad annientare e danneggiare la loro vita.

Tra il 2013 e oggi almeno 180 bambini sono stati vittime di violenza sessuale, altri 180 sono stati feriti a causa dei combattimenti, mentre le mine anti-uomo e gli ordigni inesplosi hanno contribuito a uccidere o ferire altri 130 bambini. 

Il timore di violenze continue e la presenza di mine anti-uomo hanno causato anche un altro problema: ossia il timore che i bambini abbandonino la scuola. 

“Anche se l’accordo di pace dovesse essere firmato domani, i bambini continueranno a essere a rischio di tutti i tipi di violazioni”, ha precisato De Bernardi. “A meno che questi bambini ricevano il sostegno materiale e psicologico di cui hanno bisogno, le prospettive di pace restano deboli”.

Durante i colloqui i negoziatori hanno annunciato importanti progressi negli ultimi mesi, ma l’accordo finale rimane comunque lontano. Le Farc devono rispettare un cessate il fuoco unilaterale iniziato a luglio del 2015 e il governo, a sua volta, ha smesso di bombardare le postazioni dei guerriglieri.

Le ostilità si sono quasi completamente bloccate con la tregua sottoscritta dalle Farc, anche se un gruppo ribelle più piccolo – ossia l’Esercito di liberazione nazionale (Eln) – non ha aderito al processo di pace e prosegue con attacchi periodici. 

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