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Home » Esteri

Le 21 studentesse rapite da Boko Haram e poi liberate si sono ricongiunte alle loro famiglie

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Non è chiaro come il rilascio sia stato negoziato, ma un funzionario del governo nigeriano spiega che ulteriori colloqui sono in corso per liberare altre ragazze

Le 21 studentesse che erano state rapite dal gruppo islamico Boko Haram nella città nigeriana di Chibok e liberate lo scorso 13 ottobre, si sono ricongiunte con le loro famiglie. 

In una cerimonia nella capitale Abuja, una delle ragazze ha raccontato di essere sopravvissuta, insieme alle compagne, per 40 giorni senza cibo e di essere scampate alla morte almeno una volta.

Non è chiaro come sia stato negoziato il rilascio, ma un funzionario del governo nigeriano spiega che ulteriori colloqui sono in corso per liberare le altre ragazze tenute in ostaggio.

Delle 276 studentesse rapite nell’aprile 2014, 197 sono ancora disperse. Alcune erano riuscite a scappare subito dopo il rapimento.

Molte delle ragazze rapite erano cristiane ma erano state forzatamente convertite all’islam durante la prigionia. 

Un’altra ragazza, durante la cerimonia, ha detto: “Non avremmo mai immaginato che saremmo arrivate a vedere questo giorno, ma, con l’aiuto di Dio, siamo state in grado di uscire dalla schiavitù”. 

Le autorità nigeriane hanno negato le voci secondo le quali le ragazze sarebbero state liberate in cambio del rilascio di alcuni combattenti di Boko Haram. Ma un funzionario della sicurezza ha detto alla Bbc che quattro comandanti erano stati liberati.

Secondo altri organi di informazione, sarebbe invece stato pagato un riscatto da milioni di dollari. 

Il ministro dell’Informazione nigeriano, Lai Mohammed, ha detto che il rilascio delle 21 studentesse è stato “il primo passo” per la liberazione di tutte le ragazze ancora nelle mani dei miliziani di Boko Haram.

— LEGGI ANCHE: COS’È BOKO HARAM?

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