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Home » Economia

Rimborsi ai truffati delle banche, accordo raggiunto tra risparmiatori e governo

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Il premier Giuseppe Conte

Quella di lunedì 8 aprile 2019 doveva essere la giornata del tanto atteso incontro tra il governo e le associazioni dei risparmiatori truffati dalle banche per stabilire entità e tempi dei rimborsi. E, dopo una riunione durata diverse ore – che ha anche provocato il rinvio del vertice sul Def – alla fine lo è stata davvero.

Il faccia a faccia di Palazzo Chigi tra i rappresentanti dell’esecutivo e le sigle dei risparmiatori danneggiati dal crac delle banche venete ha dato infatti gli esiti sperati dall’esecutivo. Concordate le cifre e le modalità di rimborso, adesso si può dare il via libera ai decreti attuativi da parte del ministero dell’Economia.

Il testo dell’accordo con le associazioni verrà presentato già domani in Consiglio dei ministri. I decreti, invece, dovrebbero arrivare prossimamente. Questi ultimi dovranno anche modificare la legge di Bilancio, nella quale 1,5 miliardi di euro sono stati destinati dall’esecutivo giallo-verde proprio per i rimborsi.

A Palazzo Chigi erano presenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, quello dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, i sottosegretari Alessio Villarosa (M5s) e Massimo Bitonci (Lega).

L’obiettivo dell’incontro era quello di trovare un compromesso tra le varie posizioni all’interno dell’esecutivo. Già nei giorni scorsi infatti, quando si parlava di includere i decreti per i truffati delle banche all’interno del decreto Crescita, il ministro Tria aveva predicato prudenza.

Lega e Movimento Cinque Stelle chiedevano di procedere a un unico rimborso per l’intera platea dei beneficiari (circa 200mila persone). Invece, alla fine, è passata proprio la linea scelta dal Tesoro e concordata con Bruxelles, per evitare l’apertura di una procedura d’infrazione.

Secondo l’accordo raggiunto oggi, invece, ci saranno due canali diversi di rimborso. Quelli diretti andranno ai risparmiatori con un Isee entro i 35mila euro e un patrimonio mobiliare fino a 100mila euro. Tutti gli altri, invece, la concessione del rimborso sarà subordinata a un controllo arbitrale semplificato.

Invariata invece l’entità dell’indennizzo: per gli azionisti, sarà pari al 30%; per gli obbligazionisti subordinati ammonterà al 95%. L’accordo è stato approvato da 17 associazioni su un totale di 19.

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