Gli esodati di Quota 100: il problema degli esclusi dal pre-pensionamento

Che ne sarà di chi compirà 62 anni nel 2022, quando il programma di pre-pensionamento sarà scaduto? Il Governo, almeno per ora, tace

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 4 Ott. 2019 alle 13:15 Aggiornato il 4 Ott. 2019 alle 13:16
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Credit: Pixabay

Quota 100 è stata confermata dal Governo per il 2020 e il 2021, ma resta un grande punto di domanda sulla questione pensioni: che ne sarà degli esodati di Quota 100?

Gli esodati sono lavoratori che, in basa alla legislazione vigente, sarebbero prossimi a maturare i requisiti per andare in pensione ma che si vedono cambiare quegli stessi requisiti e devono quindi rinviare la loro uscita dal mercato del lavoro.

Quota 100, come noto, è quel programma di pensionamento anticipato che consente di andare in pensione con almeno 62 anni d’età anagrafica e almeno 38 anni di contributi versati. Il programma è stato introdotto nel 2019 e nel 2021 dovrebbe terminare.

Gli esodati di Quota 100, dunque, sono coloro che matureranno i requisiti per andare in pensione con questo sistema solo nel 2022, quando cioè il programma non sarà più operativo. Queste persone rischiano di essere fortemente penalizzate rispetto a chi è potuto e potrà andare in pensione con Quota 100.

Facciamo un esempio. Tizio è nato il 31 dicembre 1959 e quindi compirà 62 anni il 31 dicembre 2021. Caio è nato il primo gennaio 1960 e dunque compirà 62 anni il primo gennaio 2022. Sia Tizio sia Caio hanno lavorato ininterrottamente da quando avevano 24 anni. Tizio, però, potrà andare in pensione con Quota 100 a fine 2021. Caio, invece, è un esodato: resterà escluso da Quota 100 e per poter andare in pensione dovrà aspettare come minimo altri quattro anni. Per lui ci saranno due opzioni: la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (che per lui scatterà non prima del 2026) oppure la pensione di vecchiaia a 67 anni e nove mesi (nel suo caso a settembre 2029).

Che ne sarà di Caio e di tutti gli altri esodati di Quota 100, che rischiano di essere drasticamente penalizzato rispetto a chi è nato pochi mesi, o addirittura giorni, prima di loro?

Una risposta al momento non c’è. Nella recente Nota di aggiornamento al Def non si parla di pensioni. Il Governo per ora ha solo previsto di mantenere in vigore Quota 100 fino alla scadenza della sperimentazione triennale, ossia fino alla fine del 2021, ma non ha specificato nulla sul destino di chi ne resterà tagliato fuori.

La situazione degli esodati di Quota 100 è simile a quella in cui si trovò chi aveva quasi maturato i requisiti pensionistici nel 2004, quando entrò in vigore la riforma Maroni: in quel caso si intervenne con un apposito decreto che fece aumentare la spesa dell’Inps di 65 miliardi di euro nei dieci anni successivi.

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