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Pensioni lavoratori precoci 2019, le novità del decreto: tutto quello che c’è da sapere

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 6 Mag. 2019 alle 09:27
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LAVORATORI PRECOCI 2019 NEWS – Con la definizione lavoratori precoci ci si riferisce a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 19esimo anno di età e che, per tale ragione, possono accedere al pensionamento anticipato con un requisito contributivo ridotto.

Con l’approvazione del decreto contenente le nuove misure su pensioni e reddito di cittadinanza sono state introdotte delle novità proprio riguardo i requisiti per la pensione anticipata: è ora possibile andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

Secondo le nuove disposizione, una volta maturati i requisiti i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo 3 mesi.

Per quanto riguarda l’adeguamento alla speranza di vita, che avrebbe portato a un aumento del requisito contributivo per l’accesso al pensionamento anticipato, con l’approvazione del decreto è stato bloccato a partire dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026.

Lavoratori precoci | Quali sono i requisiti?

Per quanto riguarda i requisiti di accesso alla pensione anticipata, possono aderire a Quota 41 tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), che al compimento dei 19 anni hanno maturato almeno un anno di contribuzione versata – 12 mesi o 52 settimane.

Inoltre, al fine di beneficiare dello “sconto” sui contributi, è necessario rientrare in almeno una di queste categorie:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa (o risoluzione consensuale) e che non percepiscono più da almeno tre mesi il sussidio di disoccupazione (Naspi)
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, la quale deve essere naturalmente accertata dalle commissioni competenti per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti

Inoltre, possono beneficiare dell’uscita anticipata da lavoro coloro che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • conciatori di pelli e di pellicce
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • conduttori di mezzi pesanti e camion
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti