Cosa prevede il nuovo accordo sul Mes per le spese sanitarie

Le linee di credito saranno disponibili per tutti gli Stati membri per importi del 2 per cento del Pil: unico vincolo l'utilizzo per le spese sanitarie necessarie a fronteggiare la pandemia

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Mag. 2020 alle 18:46 Aggiornato il 8 Mag. 2020 alle 20:58
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Cosa prevede il nuovo accordo sul Mes per le spese sanitarie

L’Eurogruppo ha approvato oggi, venerdì 8 maggio, l’accordo per in nuovo Meccanismo europeo di stabilità (Mes) , un fondo che potrà essere utilizzato da tutti gli Stati senza condizionalità, ma con il vincolo esclusivo della destinazione dei fondi alle spese legate all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Coronavirus. Ma cosa prevede l’accordo raggiunto oggi? Nell’accordo raggiunto oggi dai ministri delle Finanze si conferma che il ricorso alle linee di credito del Mes saranno “disponibili per tutti gli Stati membri dell’area dell’euro per importi del 2 per cento del PIL dei rispettivi membri alla fine del 2019” e che i fondi dovranno essere usati “per sostenere il finanziamento interno di finanziamenti diretti e indiretti dei costi sanitari, di cura e di prevenzione dovuti alla crisi COVID-19”.

L’Eurogruppo inoltre concorda con le valutazioni della Commissione Ue, secondo cui “tutti i membri del Mes soddisfano i requisiti di idoneità per ricevere il supporto. L’Eurogruppo ricorda che l’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati membri dell’area dell’euro che chiedono il sostegno “si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID 19”. Come già anticipato quindi dai commissari europei Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni in una lettera al presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, gli Stati che dovessero fare ricorso al Mes, non saranno vincolati a programmi di aggiustamento macroeconomico, a sorveglianza rafforzata o missioni ad hoc. Sarà la Commissione a verificare se la condizionalità sulla destinazione dei fondi – quella relativa alle spese sanitarie – sarà rispettata.

Le richieste potranno essere presentate dagli Stati fino al 31 dicembre 2022. La scadenza media massima dei prestiti sarà di 10 anni e i prestiti saranno concessi con “modalità di prezzo favorevoli adattate alla natura eccezionale di questa crisi”, come si legge nel documento finale dell’accordo raggiunto all’Eurogruppo. I ministri delle Finanze sottolineano che il “monitoraggio e la sorveglianza dovrebbero essere commisurati alla natura dello shock simmetrico causato da Covid-19 e proporzionati alle caratteristiche e all’uso del supporto per la crisi pandemica, in linea con il quadro dell’UE e le pertinenti linee guida del Mes”.

Il Pandemic Crisis Support, la linea di credito di sostegno del Mes agli Stati per finanziare le spese sanitarie legate alla pandemia, “è unico, dato il diffuso impatto della crisi Covid-19 su tutti i membri”. Successivamente, precisa il documento, “gli Stati membri dell’area dell’euro rimarrebbero impegnati a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’Ue, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’Ue”.

“L’Eurogruppo conferma che il Mes potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al COVID19”, ha scritto in tweet il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. “La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive”. Il ministro si era schierato a favore di questo nuovo strumento per reagire alla pandemia, nonostante i dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle.

​”Le misure fin qui prospettate in sede europea risultano ancora insufficienti rispetto alle reali necessità legate a questa emergenza”, si legge in una nota M5S. “Per questo è necessario compiere uno sforzo straordinario rispetto al Recovery Fund, l’unico strumento in grado di affrontare seriamente questa emergenza e il maggior debito legato a questa emergenza deve essere scorporato dai calcoli futuri dei parametri sul debito. Non possiamo esultare per i risultati dell’eurogruppo di oggi sul Mes: sebbene debolmente migliorato, resta uno strumento inadeguato per rispondere all’emergenza che stiamo attraversando, sia per la quantità di risorse che può mettere in campo, sia perché continua a essere insidioso nelle potenziali condizionalità future, sulle quali non sono stati ancora fugati tutti i dubbi”, aggiunge il Movimento. “Attivazione del Mes? Il nostro Paese ha dimostrato la capacità di reagire e di trovare soluzioni alternative. Annunciare che l’Italia userà il MES è una fuga in avanti che non condividiamo. Anche altri paesi, ad esempio hanno dichiarato che non accederanno al Mes. Approfondiremo ovviamente nei dettagli la proposta emersa dall’Eurogruppo, che, lo ricordiamo, andrà ora sottoposta al vaglio del prossimo vertice dei capi di stato o di governo degli Stati membri dell’eurozona. Sarà solo in quella sede che verranno assunte le decisioni definitive”.

“Il MES non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini. “La Lega (insieme a tanti economisti italiani) continua a ritenere quella del MES una strada pericolosa e priva di certezze, mentre l’emissione straordinaria di Buoni del Tesoro “Orgoglio Italiano” (garantiti come dovuto dalla BCE) per un importo anche maggiore non avrebbe per l’Italia nessun rischio né condizione”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle scorse settimane aveva dichiarato che il Mes non fosse uno strumento sufficiente per consentire all’Italia di uscire dalle difficoltà economiche determinate dall’epidemia di Coronavirus, e aveva puntato più sull’ipotesi degli Eurobond. Di fronte ad un mancanza di condizionalità, tuttavia, il governo potrebbe valutare l’utilizzo delle risorse messe in campo dal nuovo fondo. Il Consiglio europeo che dovrà formalizzare le decisioni è previsto per i primi di giugno, ma il dibattito inizierà probabilmente già nelle prossime ore.

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