Banca Mediolanum, Doris: “Siamo diversi dalle altre banche”
L'amministratore delegato chiude la convention del Gruppo alla Inalpi Arena di Torino. Presentati nuovi prodotti finanziari e il nuovo spot. Sul palco anche l'imprenditore statunitense Peter Diamandis: "Stiamo vivendo il momento più magico della storia dell'umanità"

“Siamo una banca differente dalle altre”. Lo dice Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, nel suo intervento conclusivo alla convention annuale del Gruppo, alla Inalpi Arena di Torino, il cui claim – per l’appunto – è “Be Defferent”. “Siamo stati i primi in Italia a offrire una consulenza globale, i primi a operare senza sportelli fisici ma attraverso una rete di consulenti sul territorio”, ricorda il manager. “Quello che facciamo fa una grande differenza”.
Doris mostra una serie di grafici da cui emerge la crescita nella raccolta fondi in Italia da parte della rete dei consulenti a fronte del calo registrato dalle banche tradizionali. In termini di quota di risparmi gestiti, tra il 2010 e il 2025 le banche tradizionali sono scese dal 73 al 59%, mentre le reti di consulenze finanziari sono cresciute dal 9 al 21%. E nel mercato della consulenza, Mediolanum emerge come leader assoluto nel nostro Paese, con una quota del 66% dei mutui erogati dai consulenti finanziari in Italia, del 59% dei prestiti, del 99% della raccolta di polizze protezione.
“Siamo nella giusta direzione. Stiamo andando benissimo e nei prossimi mesi mi aspetto una ulteriore forte accelerazione”, dice l’amministratore delegato riepilogando gli ultimi risultati di bilancio. Nel primo trimestre di quest’anno il Gruppo – oltre 2 milioni di clienti, di cui 66mila acquisiti nel 2025 – ha registrato un utile netto di 276,2 milioni di euro, in crescita del 13% su base annua, con un margine operativo pari a 350,1 milioni, una raccolta netta trimestrale da 3,34 miliardi e 1,87 miliardi di euro gestiti.
Lo stesso Doris è – come da tradizione – il protagonista del nuovo spot di Banca Mediolanum, presentato in occasione della convention. Il video promozionale si sviluppa intorno alla domanda “Cosa fa davvero la differenza?”.
Doris parla davanti a una classe di studenti in un’aula universitaria: di lì il racconto si apre su una serie di immagini di vita quotidiana volte a mostrare “gesti minimi in cui le relazioni si costruiscono e si rivelano”. Si torna poi nell’aula universitaria, dove la domanda iniziale trova la sua risposta implicita: non sono le definizioni a contare, ma la qualità delle relazioni che si costruiscono nel tempo.
“Abbiamo voluto raccontare che la relazione non nasce dalle parole più forti ma da quelle più vere”, spiega Gianni Rovelli, direttore Comunicazione, Marketing e Canali Digitali di Banca Mediolanum: “La fiducia è ciò che trasforma ogni rapporto in qualcosa che dura nel tempo e dà significato a tutto il resto”.
Un legame fiduciario ormai consolidato è anche quello che lega il Gruppo fondato da Ennio Doris al Giro d’Italia: quella in corso è la 24esima edizione della kermesse ciclistica sponsorizzata da Banca Mediolanum, main sponsor del Gran Premio della Montagna.
Nel corso della convention di Torino è stata anche annunciata una serie di nuovi prodotti finanziari. Tra questi, Mediolanum Best Brands Dynamic Bond, un nuovo fondo obbligazionario flessibile “progettato per adattarsi in modo dinamico ai cambiamenti dei mercati”; Strategia Equity Target, un nuovo modello di allocazione pensato per accompagnare progressivamente l’ingresso nei mercati azionari riducendo il rischio di scelte legate all’emotività; un Piano di Accumulo Familiare; e Mediolanum High Yeld Italia, una nuovo fondo obbligazionario che amplia l’offerta PIR di Banca Mediolanum introducendo una soluzione open-end a maggior potenziale di rendimento.
“Non stiamo andando verso un futuro con minore valore umano ma verso un futuro in cui il valore umano conta di più, perché emerge più forte e più essenziale”, spiega il direttore commerciale Igor Garzesi. “Quello che possiamo fare grazie alla tecnologia è amplificare la nostra capacità di accompagnare le famiglie e di evolvere senza perdere la nostra essenza”.

Davanti agli oltre 6mila spettatori della Inalpi Arena sfilano artisti come Andrea Delogu, Giovanni Allevi, Francesco Gabbani, la pattinatrice olimpica Francesca Lollobrigida. Interviene anche l’imprenditore statunitense Peter Diamandis, fondatore di diverse realtà focalizzate sulle nuove tecnologie, tra cui XPrize Foundation, che sostiene l’innovazione scientifica e tecnologica su grandi problemi globali.
“Siamo vicini al momento in cui saremo in grado di risolvere tutto con la forza più potente che abbiamo nell’universo: l’intelligenza”, sottolinea. “Se tornassimo a dieci anni fa e descrivessimo quello che i sistemi di intelligenza artificiale possono fare oggi, ci chiederemmo: quanto paghiamo questo tipo di capacità? Dieci anni fa non avremmo mai detto che sarebbe stato gratis, eppure è così: la tecnologia diventa sempre più potente, sempre più capace, e per questo costa sempre di meno”.
Diamandis snocciola alcuni dati: nel 2024 – ricorda – a livello mondiale venivano investiti nell’Intelligenza artificiale in media 400 milioni di dollari al giorno, nel 2025 quella cifra è salita a 1 miliardo al giorno, nel 2026 sarà 2 miliardi al giorno e nel 2029 sarà 3 miliardi al giorno.
Secondo l’imprenditore, “siamo vicini al momento in cui saremo in grado di allungare la vita”: “Stiamo vivendo il momento più magico che l’umanità abbia mai visto nella sua storia. Stiamo facendo nascere nuove capacità su questo pianeta”, è il suo messaggio alla platea di Torino.

Il monologo di Diamandis è un assist per il direttore commerciale di Mediolanum Stefano Volpato. “Siamo immersi del presentismo e sentiamo il bisogno di alzare lo sguardo per vedere il mondo che si sta preparando”, osserva. “Siamo in una fase di grandi cambiamenti: il diritto internazionale non c’è più, si sta ripensando la globalizzazione, ci sono aziende talmente mastodontiche da essere più importanti dell’economia di interi Paesi e siamo davanti a uno sconvolgimento tecnologico senza precedenti. A questo si sommano grandi temi come la demografia e la longevità crescente”. “Sono rivoluzioni che generano un impatto enorme sulla vita delle persone”, sottolinea il manager.
“Nel nostro Paese si sta delineando una situazione molto interessante per alcuni, ma molte altre rischiano di perdere autonomia e dignità. Inoltre l’Italia si sta dimostrando incapace di far crescere il potere d’acquisto dei salari. Mettendo insieme tutti questi tasselli ci si rende conto che il quadro è estremamente complesso. Ma è proprio qui che entriamo in gioco noi. Il motivo per cui la gran parte di noi ha scelto di fare questo mestiere – dice rivolgendosi ai 7mila family banker del Gruppo – è quello di essere d’aiuto agli altri. Possiamo contribuire a costruire una società molto più equa, molto più stabile e coesa dando alle persone reali possibilità di crescita”.
