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Carige, la Lega spiega da dove arriveranno i soldi per salvarla

Di TPI
Pubblicato il 8 Gen. 2019 alle 18:56 Aggiornato il 8 Gen. 2019 alle 19:00
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Immagine di copertina
Da sinistra: Borghi, Salvini e Bagnai (Foto video Facebook)

Il caso della banca Carige scuote il governo. Lo scontro è soprattutto tra Movimento 5 stelle e Partito democratico. Ma la Lega non sta a guardare.

Sul caso sono intervenuti i due big “economici” del Carroccio, il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, e il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Alberto Bagnai.

Banca Carige, Borgni spiega da dove arriveranno i soldi per salvarla

Nel caso in cui si realizzasse l’ipotesi di una ricapitalizzazione precauzionale per Carige il governo attingerebbe alle risorse residue del fondo di 20 miliardi di euro istituito dall’esecutivo Gentiloni a fine 2016. È quanto ha spiegato il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi.

“Innanzitutto, bisogna vedere se le risorse saranno necessarie perché al momento stiamo parlando di garanzia” ha sottolineato l’esponente leghista. La Banca “al momento è solvibile” e “io spero e penso che, una volta apparsa chiara l’intenzione del governo di salvaguardare totalmente la Banca, non ci sia nessun tipo di bisogno”.

“Io credo che a questo punto ogni correntista possa dormire tranquillamente su quattro guanciali, avendo la garanzia dello Stato. Mi auguro che si riesca ad evitare quella crisi di liquidità che altrimenti ci sarebbe stata”.

Banca Carige, Bagnai: “Colpa del precedente governo”

Per il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Alberto Bagnai, “il decreto a sostegno della banca Carige interviene su un contesto che il presente Governo ha ricevuto in eredità”.

Il riferimento non è “solo alla situazione dell’istituto, ma anche al quadro normativo europeo di riferimento, al cui interno questo governo si sta muovendo con responsabilità, nonostante alcuni aspetti di esso, accettati supinamente dai governi precedenti, debbano essere riconsiderati”.

“Questa sensibilità istituzionale” osserva Bagnai “manca totalmente al Pd, che si abbandona a polemiche sinceramente stupefacenti, considerata la prestazione non brillante dei governi Renzi e Gentiloni”.

Quindi Bagnai passa all’attacco del Pd: “Vorrei ricordare ad esempio che con il salvabanche di Padoan si verificò un vero e proprio esproprio degli obbligazionisti, e si scatenò un’ondata di panico in seguito alla quale il comparto bancario perse oltre il 60% in un semestre”.

Nello stesso periodo le azioni Carige, denuncia l’esponente leghista, “scesero da 14 a 3 centesimi, con un crollo di quasi l’80%. Tutto questo per l’incapacità di attingere alle risorse del Fondo interbancario, per motivi che dovranno essere chiariti compiutamente dalla commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario”.

L’attuale Governo, secondo Bagnai, “è intervenuto con tempestività per evitare simili scenari, senza espropriare alcun risparmiatore e proseguendo nella sua azione di tutela e valorizzazione del credito locale, che diversi interventi legislativi del Pd hanno sacrificato a beneficio della finanza internazionale”.

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