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Con Schermi in classe, il cinema arriva in aula e porta con sé impegno e legalità

L'iniziativa è di Libera e Cinemovel Foundation

Di TPI
Pubblicato il 18 Nov. 2019 alle 20:43
Immagine di copertina

Torna Schermi in classe, il progetto culturale di Cinemovel e Livera

Ha preso il via a Parma il 23 ottobre e si concluderà il 13 dicembre a Sulmona, dopo aver attraversato il Paese da Nord a Sud, visitato tredici città e quindici scuole, con un bagaglio di ventidue film e un pubblico di 2.500 studenti. Questi i numeri della nuova edizione di Schermi in classe, l’innovativo progetto culturale promosso da Cinemovel Foundation e da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie che anche quest’anno porterà il cinema sul grande schermo nelle scuole italiane.

Sostenuto da Miur e Mibac, Schermi in classe è la prima proposta nazionale di cinema itinerante e comunicazione sociale per le scuole. L’obiettivo del progetto è offrire agli studenti uno spazio di visione e ragionamento sul tema delle mafie e della criminalità organizzata. Un modo originale per vedere il potere delle organizzazioni mafiose, prendere coscienza della loro forza coercitiva e creare un nuovo immaginario attraverso l’analisi della loro narrazione pubblica.

In ogni tappa gli spazi degli istituti che ospitano il progetto si trasformano. Al loro interno viene allestita una vera e propria sala cinematografica per poter vivere, in maniera collettiva e partecipata, la magia e le emozioni della settima arte.

Schermi in classe nasce dall’esigenza di costruire un nuovo strumento per fare didattica con il cinema e con le fonti audiovisive.

“Nel Piano Nazionale ‘Cinema per la scuola’, pubblicato da Miur e Mibac, la capacità di interpretare le immagini in movimento è indicata come strumento imprescindibile per la creazione di società inclusive, civili e moderne”, afferma il coordinatore del progetto Enzo Bevar, “Comprendere un film o un video, consente l’accesso a un linguaggio universale, sempre più al centro della comunicazione contemporanea”.

Aggiunge Luigi Ciotti, fondatore di Libera: “Il cinema è grande perché grandi uomini aiutano a vedere la realtà così come essa si snoda sotto i nostri occhi trovandoci spesso incapaci di osservarla. Il cinema è grande, inoltre, non solo perché fotografa la realtà, ma perché ci chiede di entrarci dentro. Ci chiede di coinvolgerci, costruire impegno, di spendere energie per trasformare e migliorare il mondo”.

Le scuole coinvolte nel progetto sceglieranno uno dei percorsi proposti ─ Corruzione e diritti, Ambiente e sostenibilità, Memoria, Inclusione e povertà ─ ospitando le proiezioni e gli incontri con registi e autori.

Le singole tematiche verranno affrontate attraverso la visione di opere capaci di indagare il reale con sguardi e linguaggi differenti. Dagli scottanti documentari Biutiful cauntri, Before the flood, La nave dolce ai biopic su Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Pippo Fava, Don Puglisi e Lea Garofalo, passando per i toni da commedia di Pif (La mafia uccide solo d’estate) e del duo Ficarra-Picone (L’ora legale) e incontrando le tenebrose immagini di Anime nere di Francesco Munzi, uno dei primi film capaci di scandagliare l’universo antropologico della ‘ndrangheta.

Durante il percorso, anche in questa edizione di Schermi in classe, gli studenti contribuiranno alla strutturazione del percorso, accedendo a una piattaforma dedicata su cui poter condividere contenuti multimediali in relazione ai temi affrontati.

Sempre all’interno del sito di Cinemovel, autori, registi, giornalisti ed esponenti della società civile, attraverso delle video-interviste, riflettono e pongono domande agli studenti, dando vita a un dialogo che unisce le scuole nella costruzione di un rinnovato immaginario collettivo.

Hanno già aderito al progetto, tra gli altri, l’attore Valerio Mastandrea, i registi Daniele Vicari e Davide Barletti, i giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, il rettore dello Iulm Gianni Canova e il direttore generale della Siae Gaetano Blandini.

L’esperienza pluriennale di Schermi in classe è recentemente confluita in un volume curato da Cinemovel in collaborazione con l’associazione Ed-Work.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il libro, pubblicato dalle Edizioni Gruppo Abele, è liberamente scaricabile dal sito della Fondazione. Si avvale dei contributi di Luigi Ciotti, Marco Rossi Doria e di Francesco Casetti. Dichiara il professore della Yale University: “Il cinema è uno strumento pedagogico fondamentale, che ha modellato storicamente la vita moderna, raccogliendone e rilanciandone i temi e i ritmi. Ma attenzione: il film è un’operazione di mobilitazione, più che di sedimentazione. Serve per far esplodere la coscienza”.